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ANALISI DEL PROBLEMA STEROIDI NEL WRESTLING


Partiamo innanzitutto con lo spiegare cosa sono gli steroidi anabolizzanti e che effetto producono sul corpo umano (anche se questo tema lo tratterà più approfonditamente Noè). Gli steroidi anabolizzanti scientificamente parlando sono un gruppo di sostanze naturali o sintetiche,chimicamente caratterizzate dalla presenza nella loro molecola del nucleo del ciclopentanofenantrene, questa è l'esatta definizione scientifica (non chiedeteci di spiegarla...). Da un punto di vista pratico l'utilizzo di steroidi anabolizzanti produce un forte aumento della massa muscolare e una maggiore resistenza nell'allenamento, queste sono sicuramente motivazioni positive per chi vuole primeggiare in qualunque disciplina. Senza dubbio ottenere il massimo dando in cambio il minimo è un modo di agire che è da sempre presente in persone che si sentono furbe ed in realtà non lo sono. Infatti in particolare nel caso di assunzione di steroidi, il detto 'tanti muscoli e niente cervello', non fu mai così appropriato, per il semplice fatto che chi usa questi anabolizzanti non tiene in considerazione le possibili conseguenze: perdita di capelli, sterilità, disfunzioni renali, disintegrazione delle giunture, gravi disfunzioni cardiache e nei casi piu' gravi anche il decesso.

Sono lontani i tempi in cui bastavano le ricette magiche della nonna per far trionfare un atleta, ora ci sono una serie di maghi e santoni, la cui unica arte è architettare il modo di non farsi beccare dai controlli antidoping, tutti gli sport sono molto soggetti al doping, alcuni di questi tipo il calcio o qualunque sport negli States (basket, football, baseball e hockey) sono molto protetti, infatti a cadere nella trappola dell'antidoping sono di solito solo i personaggi che non hanno un'adeguata copertura o addirittura scomodi. Il caso più lampante è stato quello di Diego Maradona, portato ad USA '94 a forza dai politici e poi fatto fuori quando le sue affermazioni e la sua genialità in campo stavano diventando troppo pericolosi; un ringraziamento va a Zeman, all'epoca allenatore della Roma che ha smascherato parte delle magagne del calcio italiano, con le sue dichiarazioni circa il vasto utilizzo di farmaci nello sport. In questo periodo un altro sport abbastanza reclamizzato in Italia come il ciclismo sta cadendo sotto i colpi dell'EPO (sostanza di cui per anni i ciclisti hanno abusato), ma ciò che ci sta più a cuore in questo momento è la salute del cestista americano dei Miami Heat Alonzo Mourning, colpito da una rara malattia ai reni, di cui è stato vittima due anni fa anche Sean Elliott dei San Antonio Spurs, il tutto risulta riconducibile a detta di molti addetti ai lavori al forte utilizzo di antidolorifici. Questo resta comunque un sito sul wrestling, però era giusto far notare che anche gli altri sport non sono da meno in fatto di abuso di farmaci. Per quanto riguarda il wrestling la generazione di atleti più a rischio è quella cresciuta dagli anni sessanta fino ai giorni nostri, i primi perché assumevano sostanze senza sapere in realtà cosa prendevano, ed in alcuni casi prendevano delle autentiche bombe ad orologeria, che quando scoppiavano davano effetti logicamente devastanti, ma il problema purtroppo come stiamo vedendo non è stato arginato, anzi è in continua degenerazione, infatti i wrestlers dei giorni nostri sono portati ad assumere steroidi o i classici painkillers (antdolorifici) per rimanere nel businness, perché ai giorni nostri perdere un house show, a volte può costare il posto di lavoro e parecchi soldi. Il simbolo degli steroidi anabolizzanti nel wrestling per quanto riguarda il passato non può che essere il wrestler U.S.A. "Superstar" Billy Graham, campione WWF dal 30 aprile 1977 al 20 febbraio 1978, Graham è stato negli anni di attività come lottatore il precursore di Hulk Hogan, biondo con i capelli fluenti, alto, abbronzato, fisicamente dotatissimo (partecipò anche a concorsi di body-building arrivando sempre tra i primi). Ma quando Graham sembrava aver raggiunto l'apice, ecco inaspettato il declino, Billy annulla alcuni incontri per frequenti problemi di reni, quindi sparisce per quattro anni dalle competizioni, al suo ritorno la sua forma fisica è completamente scaduta e cosa più impressionante, lui, il lottatore dalla folta chioma è completamente calvo. Ai giorni nostri Graham è un sessantenne che cammina in modo poco disinvolto aiutandosi con un bastone, la motivazione è la sostituzione dell'anca, la fusione di una caviglia con chiodi di metallo e l'amputazione di una gamba, da qualche anno il vecchio Billy è diventato un acerrimo nemico dei dottori che consigliano l'assunzione di steroidi agli atleti per ottenere un potenziamento fisico, l'esempio più eclatante di questi disonesti era il Dottor George Zahorian.

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Billy Graham in tre diverse fasi della sua vita. Nella prima foto è insieme ad Arnold Schwarznegger.

Ma chi era il Dottor Zahorian ? George Zahorian è stato medico della Commissione Atletica dello Stato della Pennsylvania e il suo nome è conosciutissimo nel mondo del wrestling per via dello 'scandalo Zahorian'. Il cosiddetto dottore è stato riconosciuto colpevole di spaccio di steroidi anabolizzanti e per tale reato ha rischiato fino a 44 anni di carcere più una pesante multa. In questo processo sono crollati i miti di wrestlers di grosso nome quali "Rowdy" Roddy Piper, Brian Blair (Killer Bees), Rick "The Model" Martel e "Dangerous" Danny Spivey, i quali sotto processo hanno ammesso di aver in primo luogo assunto steroidi anabolizzanti, e sotto giuramento hanno confermato di averli acquistati proprio dal dottor Zahorian. Anche "Hollywood" Hulk Hogan ha fatto uso di steroidi, ma d'altra parte come biasimarlo, quando lo stesso proprietario della federazione nella quale lottava, Vince McMahon ne faceva regolare uso. Oltre a questo, sotto giuramento Hogan disse altre cose interessanti, tipo che gli unici wrestlers della WWF puliti all'epoca erano Iron Mike Sharpe e Bob Backlund, oppure il fatto che non fu mai McMahon ad offrire ad i wrestlers gli steroidi (mica scemo...), ma furono sempre loro ad acquistarli di loro iniziativa.

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Nella foto Hulk Hogan.

Purtroppo arriviamo ora al capitolo più triste di questo articolo: i decessi causati dall'utilizzo di steroidi.

Sia ben inteso alcuni di questi decessi vengono etichettati ufficialmente come 'morte per cause naturali', ma a noi e pensiamo anche a voi sembrerà molto strano che atleti controllati da medici specialistici, muoiano all'età di trent'anni nel sonno a causa di un infarto. Iniziamo il triste elenco di wrestlers morti in circostanze quantomeno sospette, facendo prima una premessa, abbiamo associato sin dall'inizio l'utilizzo di steroidi all'abuso di farmaci e droghe dato che in gran parte dei casi l'obiettivo e' lo stesso e in molti casi purtroppo anche le conseguenze sono uguali, ci teniamo comunque a precisare che l’opinione che abbiamo dei vari wrestlers, passati purtroppo a miglior vita, non cambia di una virgola (nel senso che non ne pensiamo male solo perche' hanno usato gli steroidi), dato che in molti casi i loro muscoli invece di essere la loro forza erano la loro debolezza:

- Jay Youngblood (NWA) 30 anni, deceduto il 1/9/85, in Nuova Zelanda dopo aver subito la rottura della milza e ben tre infarti.

- Quick Draw Rick Mcgraw (WWF) 30 anni, deceduto il 1/11/85, morto per infarto nel sonno a New Heaven, Connecticut e vittima suo malgrado di una leggenda metropolitana disgustosa, infatti per anni è girata la voce che fosse morto per un ‘piledriver’ di Roddy Piper la sera prima del reale decesso, durante un angle.

- Gino Hernandez (NWA) 29 anni, deceduto il 4/2/86, per overdose di cocaina a casa sua a Dallas.

- Steve Schumann (WWC, Stampede) 31 anni, deceduto il 21/10/91, non sfondò mai, ma era considerato un top worker dell'epoca, con il suo stile che si ispirava a “The Blond Bomber” Ray Stevens, interpretò vari personaggi: “Bomber” Ray Evans, Steve “California Kid” Winters, Star Rider, Steve Austin e prima di morire per droga, Lance Idol.

- "Mad Dog" Buzz Sawyer (NWA) 32 anni, deceduto il 7/2/92, a casa sua a Sacramento, decesso si dice per motivi di droga.

- Art Barr (WCW, EMLL, AAA) 28 anni, deceduto il 23/11/94, componente dei Los Gringos Locos (con Konnan, Eddie Guerrero e Louie Spicolli, quest'ultimo deceduto anche lui in circostanze analoghe), trovato morto una mattina dal figlioletto, l’autopsia finì poi per evidenziare un problema congenito a livello vertebrale, ma anche lui era, si dice, abituale consumatore di droga, infatti molti articoli trovati sul web fanno rientrare il suo decesso nelle morti per overdose.

- "Hot Stuff" Eddie Gilbert (NWA, USWA) 33 anni, deceduto il 18/2/95, per attacco cardiaco nel sonno nel suo appartamento a Isla Verde, Portorico, già nella Hall of Fame, troppo piccolo per competere ai massimi livelli e quindi bisognoso di queste medicine miracolose. A Memphis resta una leggenda.

- Big John Studd (WWF) 46 anni, deceduto il 20/3/95, famoso gigante rivale di Hogan e Andre The Giant, morto per un cancro al fegato al Fairfax Hospital di Burke, Virginia, dopo una battaglia durata 17 mesi contro il morbo di Hodgekin, il suo è stato uno dei decessi sicuramente imputati all'uso di steroidi.

- Jeep Swenson (WCW, Independents) 40 anni, deceduto il 19/8/97, partecipò al film Batman e interpretò Ultimate Solution durante uno Starrcade della WCW, fu un grande culturista ed un buon wrestler nelle independents (con il nome Jeep The Mercenary), decesso dovuto al forte abuso di steroidi (maledetti sia da lui che dalla moglie).

- "Flyin" Brian Pillman (WCW, ECW, WWF) 35 anni, deceduto il 6/10/97, decesso si disse in un primo momento causato da un infarto avvenuto nel sonno nella sua stanza d'albergo a Bloomington nel Minnesota prima di un PPV della WWF, poi saltò fuori una malformazione cardiaca congenita, ma alla fine la teoria riguardante l’utilizzo di steroidi, antidolorifici e droga (di cui in passato faceva comunque uso) non mancò di far capolino nella cronaca dell’avvenimento.

- Louie Spicolli (WWF, ECW, WCW) 27 anni, deceduto il 15/2/98, la sera prima stava guardando il wrestling WCW (federazione di cui faceva parte) in televisione in compagnia di qualche suo amico nella sua casa di San Pedro in California, arrivati al match in cui lo si vedeva impegnato contro Chris Adams i suoi amici gli pronosticarono un grosso ‘push’ in un futuro prossimo, mentre Spicolli si disse preoccupato per il forte uso di droghe che si faceva nella WCW, la mattina dopo uno dei suoi amici lo ritrova nel letto morto, soffocato dal suo vomito dopo aver ingerito un'overdose di Cariprosidol.

- Rick Rude (WWF, WCW, ECW) 40 anni, deceduto il 20/4/99, Fuori da qualche anno per un infortunio al collo si diceva dovesse tornare nel grande giro a breve, quando un arresto cardiaco se l'è portato via per un'overdose di farmaci, durante il trasporto in ospedale.

- Gary Albright (UWFi, All Japan) 36 anni, deceduto il 7/1/2000, addirittura durante un match in una serata della WXW organizzata dal suocero Afa in Pennsylvania, un infarto l’ha colto dopo aver subito una ‘ace crusher’ dal suo avversario Lucifer Grimm, il suo cuore al momento dell’autopsia è sembrato ingrossato e ha dimostrato una lesione a livello arterioso, e le motivazioni tirate in ballo sono sempre le stesse.

- Bobby Duncum Jr. (GWF, WCW, All Japan) 34 anni, deceduto il 24/1/2000, trovato morto in casa sua per overdose.

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Nelle foto Brian Pillman e Big John Studd.

Questi sono gli episodi più tragici e più conosciuti, poi ci sono quelli meno funesti, tipo Juventud Guerrera che tenta di uccidere Disco Inferno in preda agli allucinogeni, Scott Hall, che viene arrestato periodicamente per reati collegati all’utilizzo di stupefacenti, British Bulldog Davey Boy Smith ricoverato a più riprese in cliniche per disintossicarsi e tornato ogni volta peggio di prima, Roaddog Jesse Jammes che alla Royal Rumble vegetava in un angolo del ring in preda a chissà quale droga e la triste storia di Dynamite Kid ridotto su una sedia a rotelle per il ripetuto utilizzo di droghe e steroidi, mentre proprio in questi giorni l'ex-bodybuilder e wrestler femminile della WWF Nicole Bass e' tra la vita e la morte per un'infezione al pancreas.

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Dynamite Kid ai giorni nostri.

Un capitolo a parte merita la famiglia Von Erich dei cui componenti (deceduti Mike 23 anni, David 24, Kerry 33, Chris 20) l'unico ancora in vita è Kevin, la famiglia Von Erich è considerata una delle migliori famiglie del wrestling, ma purtroppo il nome Von Erich rimarrà per sempre legato alla sfortuna e all'utilizzo di droghe, causa che è entrata a far parte integrante del decesso di ogni fratello. Non tralasciamo il pianeta Giappone, perchè non è del tutto un'oasi felice, anche se è lontana anni luce dagli States, si dice che in Giappone i controlli non esistano, ed infatti i campioni americani quando decidono di imbottirsi un po' si fanno un giro nel paese del sol levante, come fa ad esempio Scott Norton (attualmente alla NJPW), mentre i giapponesi che ne hanno fatto uso senza dubbio sono Manabu Nakanishi (il Lex Luger del Giappone), Kensuke Sasaki (probabilmente lanciatosi nel periodo degli Hellraisers), Masao Inoue (NOAH), Satoshi Kojima e Hiroyoshi Tenzan (entrambi della NJPW) e Gran Hamada (ex-NJPW ed AJPW, giramondo che ha militato anche nella Michinoku, nella ECW ed in Messico), mentre risulta essere dubbiosa la situazione di Jushin Lyger, infatti su di lui c'è addirittura la leggenda metropolitana secondo la quale il suo fisico sarebbe frutto delle radiazioni causate dalla bomba atomica che colpì il suo paese nella seconda guerra mondiale, ma resta una teoria tutta da dimostrare, di positivo c'è che in Giappone non si registra alcun caso di wrestler deceduti per utilizzo di droga o anabolizzanti. In conclusione di questa analisi che fara' da preambolo al trattato medico di Noè Cherubin ed all'intervista ad un medico sull'argomento affermiamo che, da parte nostra il problema steroidi non è trattato ancora con la dovuta importanza per il fatto che i campioni di prima grandezza non sono ancora stati colpiti, esclusa la vicenda Billy Graham, e ora essere un wrestler di assoluto prestigio può valere molto in termini economici, probabilmente può valere la pena prendersi qualche rischio, ma anche a costo della vita?

Paolo e Andrea Lanati


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