
LA STORIA DI MASS TRANSIT
"E' tutto finto!". Quante volte ci siamo sentiti dire questa frase, da persone che ci guardavano con aria di superiorità? Penso che sia successo a tutti almeno una volta. L'ignoranza, per quanto riguarda il wrestling, del 99% degli italiani, ha costretto noi appassionati a vedere il nostro sport preferito trasformato in uno stereotipo molto vicino ad un circo, dove i wrestlers sono i pagliacci e tutto ciò che fanno è preparato a tavolino con lo scopo di divertire i bambini (che saremmo noi). Pochi sanno, però, cosa c'è dietro al ring, i rischi che i wrestlers corrono in ogni incontro e tante tragedie sfiorate. Purtroppo a volte non ci si può aggrappare al termine sfiorate, Owen Hart ne è un esempio, ma per fortuna spesso si riesce ad uscirne solo con tanto spavento. Così si è concluso l'incidente di cui voglio parlarvi, con tanto spavento e parecchi punti di sutura. A farne le spese è stato il giovane Erich Kulas, più conosciuto con il nome di Mass Transit. Il 23 novembre 1996 la ECW era impegnata in uno show a Revere, nel Massachusetts. La card della serata prevedeva un tag team match tra i "The Gangstas" e la coppia formata da D-Von Dudley e Axl Rotten. Quest'ultimo però non si presentò allo show e questo costrinse i dirigenti della ECW ad effettuare un cambio di programma. Il caso volle che quella sera fosse presente nell'arena Erich Kulas, un wrestler di una piccola fed indipendente, accompagnato da altri due wrestlers conosciuti (o meglio sconosciuti) come Tiny the Terrible e Half Nelson. Kulas disse ai commissari della ECW che aveva già lavorato con alcune indy e che poteva interpretare la gimmick del conducente d'autubus Mass Transit. Il giovane poteva contare su un fisico non comune: 188 centimetri di altezza e quasi 200 chili di peso. I booker gli offrirono così la possibilità di sostituire l'assente Rotten. Il match doveva concludersi velocemente con uno squash a favore dei Gangstas e Mass Transit avrebbe dovuto sanguinare sul ring. Questo avrebbe favorito il push dei Gangstas e rafforzato la loro immagine di tag team violento e spietato. Kulas accettò la proposta, ma ammise che prima di allora non aveva mai effettuato un blade job e non sapeva qual era il modo migliore di tagliarsi con la lametta. Il ragazzo, però, non voleva lasciarsi scappare l'occasione di combattere nell'ECW, così chiese a Jerome Young, ovvero New Jack, uno dei due Gangstas, se poteva essere lui a ferirlo con la lametta. New Jack inizialmente rifiutò, ma alla fine cedette alle insistenze di Kulas. L'incontro si sviluppò senza problemi fino al fatidico momento del blade Job. New Jack tentò di tagliare Mass Transit sulla fronte, ma la pelle del ragazzo era molto resistente e non si ferì. Per camuffare l'operazione New Jack colpì l'avversario con un tostapane e fece così un altro tentativo, ma questa con troppa foga. Kulas iniziò a sanguinare copiosamente, aveva una vena recisa. Il padre del ragazzo, presente anch'egli allo show, corse a bordo ring preoccupato, urlando che suo figlio aveva solo 17 anni e chiedendo l'immediata sospensione del match. Ma nonostante continuasse a perdere tantissimo sangue, il figlio rimase sul ring e portò a termine l'incontro fino allo schienamento da parte di New Jack. Kulas fu subito soccorso, la sua faccia era un mare di sangue, inizialmente si pensò al peggio, ma per fortuna il ragazzo diede presto segni di vita e fu portato in ospedale.. A questo punto assistiamo ad un momento davvero disgustoso: il pubblico di Revere, che già in precedenza si era messo in mostra con cori xenofobi nei confronti di Joel Gertner, inizia ad inveire contro Mass Transit urlando frasi come "Ciccione fottiti". Ancor più vergognoso il comportamento di New Jack che pur sapendo benissimo che non si trattava di una finzione ebbe il cattivo gusto di prendere un microfono e dire: "Se quel ragazzo muore a me non interessa". In ospedale ci vollero parecchi punti di sutura per chiudere la ferita. Dopo l'incidente la famiglia Kulas consultò un avvocato e decise di far causa a Jerome Young ed alla ECW. Inizialmente il pubblico ministero archiviò la questione come un normale incidente di wrestling, ma, in una seconda istanza, decise di portare il caso in tribunale. Dopo varie proroghe il processo iniziò il 26 maggio 1999. Nella prima udienza, Erich Kulas disse di essere stato vittima di un'aggressione sul ring, di essere stato colpito in testa con un tostapane e di non ricordare ciò che successe dopo. Durante la sua testimonianza, il ragazzo affermò anche che non era stato avvertito che i Gangstas sarebbero stati i suoi avversari e che in realtà pensava di dover disputare un incontro farsa contro dei jobber. La difesa, però, guidata dall'avvocato James Merberg, trovò parecchi testimoni che smontarono le parole di Erich Kulas, dimostrando che il giovane non solo sapeva che i suoi avversari sarebbero stati i Gangstas, ma anche come si sarebbe dovuto svolgere il match. In particolare due testimoni furono decisivi: i wrestlers Tiny the Terrible ed El Diablo. Il primo affermò di aver assistito al colloquio tra Erich e Young dove si discuteva del blade job, il secondo disse di aver ricevuto una telefonata da parte del ragazzo dove si diceva orgoglioso del match che avrebbe disputato. L'avvocato smentì anche il fatto che Young abbia colpito l'avversario con un tostapane, infatti, in un filmato si può chiaramente vedere come Kulas abbia venduto la mossa. Messo così alle strette, Kulas cercò di cambiare la sua versione dei fatti, ma ormai aveva perso la credibilità di fronte alla giuria. Al termine dell'arringa difensiva, la giuria, composta da cinque donne ed un uomo, assolse Jerome Young e la ECW. L'assoluzione di New Jack può anche essere compresa sotto l'aspetto giudiziario, sicuramente non lo è sotto quello morale, le immagini mostrano chiaramente l'eccessiva violenza con cui il wrestler colpiva l'avversario e, anche una volta effettuato il blade job, New Jack ha continuato ad infierire sul ragazzo, pur sapendo che la situazione era critica vista l'enorme quantità di sangue perso. Inoltre, come prova della scarsa umanità del wrestler ECW, c'è la frase già citata in precedenza: " Se quel ragazzo muore a me non interessa". Trovo invece assurda la decisione di assolvere anche la ECW. Secondo il tribunale, la federazione non sarebbe colpevole perché Erich Kulas avrebbe mentito sulla sua età, affermando di avere 19 anni invece che 17. Una giustificazione un po' debole, una federazione nazionale come la ECW non può far salire sul ring un ragazzo basandosi solo sulle sue parole, senza accertarsi con dei documenti. La spiegazione è semplice, il business voleva che quell'incontro si svolgesse a tutti i costi e probabilmente quella sera i booker della ECW sarebbero stati disposti a mandare pure me sul ring. Forse negli Stati Uniti c'è una mentalità diversa, ma dubito che se un fatto del genere fosse accaduto in Italia la cosa si sarebbe risolta nello stesso modo, ma d'altronde in America anche la morte di Owen Hart è rimasta senza colpevoli. L'errore della ECW è stato imperdonabile, mandare sul ring un ragazzo inesperto è da pazzi, ma ancora più grave è ciò che hanno preteso da lui. Per non rischiare incidenti avrebbero potuto lasciare a D-Von la parte più violenta del match e far fare solo qualche spot a Mass Transit, invece no, i booker della ECW volevano il blade job e lo volevano da un ragazzo che, per sua ammissione, non lo aveva mai fatto prima. La legge dello "show must go on" ha vinto anche stavolta, ma un giovane di 19 anni ha rischiato di perdere la vita, non credo ne valga la pena.
Ivan Filannino
© 2000-2004 - TuttoPuroresu - Proprietà di Paolo & Andrea Lanati - Tutti i diritti riservati