SPECIALE WWE in Italia
Wrestlemania Revenge tour - Milano 24/04/05
Per contattare l'autore dell'articolo Ivan Filannino scrivete all'indirizzo: hulk_hogan@libero.it
Per la terza volta in
meno di un anno la WWE torna in Italia, dopo Passport to Pain nel giugno
2004 (Milano e Pesaro), Down ‘n Dirty ad ottobre 2004 (Torino e Firenze),
tocca a Wrestlemania Revenge tour che fa tappa prima a Bologna e poi a
Milano.
Ed è proprio sullo show di Milano che ci soffermiamo, se andate a vedere il
report fatto da me a proposito di Passport to Pain troverete tanti pareri
positivi, purtroppo stavolta non siamo stati così fortunati e siamo tornati
a canoni tipici della WWE con match lenti e senza mosse spettacolari.
D’altronde già i commenti scambiati con chi era stato a Bologna il giorno
prima non lasciavano ben sperare e già dal primo match ne abbiamo avuto la
certezza. Si parte infatti con una battle royal valida per il titolo cruiser
dove si affrontano il campione Paul London, Spike Dudley, Scotty Too Hotty,
Chavo Guerrero, Billy Kidman, Akio, Funaki e Shannon Moore. Questi match con
tanta gente ammassata su un ring non mi hanno mai entusiasmato
particolarmente, degli ottimi talenti come Paul London o Shannon Moore sono
più belli da vedere in match singoli. Invece in questa battle royal di spot
tipici dei pesi leggeri ne vediamo ben pochi, ciò che verrà ricordato sarà
soprattutto il siparietto di Spike che si fa eliminare per ben tre volte.
Ovviamente il titolo rimane al suo proprietario così London vince eliminando
nel finale Kidman e Chavo Guerrero.
Nel secondo match entra in
scena l’idolo del pubblico italiano: Nunzio! Per lui è un tripudio come già lo
era stato nei precedenti tour quando combatteva in coppia con Jimmy the Bull.
Nunzio entra sul ring con la bandiera americana aumentando ancora di più i
consensi dei fans, il suo avversario è Orlando Jordan, campione americano (anche
se il titolo non è in palio). Nonostante la netta differenza di fisico, Nunzio
si aggiudica il successo con un roll up facendo impazzire il forum di Assago coi
suoi festeggiamenti. Per lui deve essere sempre una gioia venire in Italia visto
che la sua fama di jobber che ha in America si trasforma guadagnando un tifo da
main eventer.
Il terzo match è in assoluto il peggiore della serata, un tag team match che
vede di fronte Mark Jindrak e Torie Wilson da una parte, Rene Dupree e Dawn
Marie dall’altra. I due uomini non fanno praticamente nulla e la sfida si
conclude con la bella Torie che schiena la collega Dawn Marie.
Iniziano ad arrivare nomi più famosi quando sul ring scendono Booker T e Carlito
Carribean Cool. Carlito è un ottimo attore e con la sua strafottenza si guadagna
una gran dose di fischi, Booker T va il suo sfoggiando il suo classico stile di
combattimento con scissor kick, book end e spinning kick fino a quando Carlito
non prende una sedia e colpisce l’avversario venendo squalificato.
Arriva così il momento atteso da molti: The Undertaker contro Kurt Angle e
finalmente si vede lo spettacolo. Angle viene accolto da un mischio di fischi e
applausi e ovviamente la sua theme song è accompagnata dagli “you suck” del
pubblico. Per Taker invece è un tripudio come al solito. Il match tiene tutti
con il fiato sospeso e i due wrestlers danno il massimo. Dopo un inizio lento
con Angle che cerca di indebolire l’avversario con le sue Angle Lock, Taker
passa in vantaggio e mette in mostra la sua camminata sulle corde, quando poi
esegue la chokeslam si pensa che il match sia finito, ma Angle reagisce. Taker
si rialza dopo una Angle slam, tenta una last ride che però viene bloccata da
Kurt, altra dolorosa Angle Lock da cui il becchino riesce a liberarsi per poi
chiudere la contesa con la sua Tombstone Piledriver. Un ottimo match che lascia
tutti soddisfatti.
Prima dell’intervallo c’è il
siparietto con Joey Giovanni e Miss Jackie che lanciano magliette al pubblico e
si esibiscono in un piccolo strip, molto casto. Quando si ricomincia sul ring
troviamo gli MNM contro Rey Misterio ed Eddie Guerrero. C’è parecchia curiosità
verso questa nuova coppia appena arrivata che ha già conquistato i titoli tag e
personalmente la prima impressione è buona. Innanzitutto Mercury e Nitro sono
una vera coppia, non due wrestlers messi insieme per necessità come Eddie e Rey
(o Rey e RVD qualche mese fa). I due fanno vedere delle buone cose tipo un
German Suplex ed anche la loro finisce, un elevated DDT non è male. Alla fine
sono proprio loro a conquistare la vittoria grazie anche alla loro manager
Melina che distrae gli avversari mostrando le sue bellezze. Rey ed Eddie si
spintonano un po’, poi fanno pace e il tutto si conclude con una 619 di Rey
Misterio su entrambi gli MNM (M
elina compresa), sembra comunque abbastanza ovvio e Rey ed Eddie non staranno in
coppia ancora a lungo.
Un altro wrestler molto atteso dal pubblico italiano era Big Show che non delude le aspettative liquidando Heidenreich con la sua chokeslam in un match che visti i protagonisti non poteva certo riservare grandi emozioni.
Anche il penultimo match non passerà alla storia, si affrontano i Basham Brothers contro Charlie Haas e Hardcore Holly. Da segnalare un Hardcore Holly che sale sul paletto e scivola schiantandosi fuori dal ring, a giudicare dalla reazione dei Basham e dell’arbitro penso si possa dire con sicurezza che quel volo non era stato programmato. I Basham Brothers alla fine si aggiudicano la contesa sfruttando il solito trucchetto dello scambio sul ring.
Si arriva così al main event, replica del match di Wrestlemania 21 tra Bradshaw e John Cena. Come al solito il texano prima del match si esibisce in un lungo monologo dove invita il pubblico ad urlare “USA USA JBL JBL” potete immaginare da soli quale sia stata la reazione. Per chi ha visto il ppv sono stati molti i punti in comune, io che non l’ho visto mi limito a segnalare una discreta prova di JBL che avrebbe anche vinto se l’arbitro non fosse stato KO ed anche John Cena ha fatto vedere delle buone cose tipo un super plex, per poi chiudere con la FU.
Si conclude così Wrestlemania Revenge Tour, uno show che, pur disponendo di una buona card, sul ring non ha dato spettacolo come era successo a Passport to Pain (eccezion fatta per Angle vs Taker).
Ora, però, è giusto aprire
una parentesi sul dopo show, insieme ad alcuni amici sono infatti andato
all’hotel dove alloggiavano i lottatori. Siamo arrivati esattamente mentre i
wrestlers scendevano dal pulman e velocemente entravano dentro firmando qualche
autografo al volo prima di scappare via. Fuori dall’hotel rimangono così un
20-30 fans un po’ delusi e costretti a vedere i lottatori dalla vetrina della
hall mentre guardano controcampo in tv. Quando ormai sembra inutile stare lì,
ecco il colpo di scena. A quanto pare un wrestler si è messo una mano sul cuore
nel vedere quelle persone lì fuori al freddo nella speranza di un autografo o
una foto ed ha deciso di uscire dall’hotel. La cosa ancor più sorprendente,
però, è che il wrestler in questione è niente poco di meno che The Undertaker.
Mark Calloway dedica così quasi mezz’ora ai suoi fans firmando autografi e
facendo foto con tutti, un gesto decisamente lodevole e segno di grande umanità
e cortesia. Taker, però, da bravo professionista non infrange mai la kayfabe e
per tutto il tempo rimane serio e con sguardo truce senza mai farsi scappare un
sorriso.
Ivan Filannino
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