SPECIALE WWE in Italia
Passport to Pain - Milano 03/06/04
Per contattare l'autore dell'articolo Ivan Filannino scrivete all'indirizzo: hulk_hogan@libero.it
Sono le 3.10 del 4 giugno (il mio 21°compleanno) ma di voglia di dormire non ce né. Al contrario c’è tanta voglia di scrivere, voglia di raccontare quello che è successo poche ore fa al Forum di Assago dove la WWE ha svolto la sua prima tappa italiana del tour Passport to Pain.
Ne sono successe tante di cose in questa serata che ha segnato il ritorno della WWE in Italia dopo 10 anni di assenza. Una giornata che per me è iniziata alle 16.30 con la partenza destinazione Forum e l’arrivo alle 17.30, a dir la verità mi aspettavo più gente, ma poco dopo verrò smentito clamorosamente. Come potete immaginare l’attesa la si passa con amici di vecchia data, gente che conosci da anni quando a seguire il wrestling eravamo quattro gatti e tutti ci prendevano in giro per questo. Ora la WWE va in onda su Italia 1 e lentamente il wrestling sta tornando di moda, ma noi della vecchia guardia ci siamo sempre perché amavamo questo sport quando eravamo costretti e trovare vhs in giro per il mondo in modi non sempre leciti e continueremo ad amarlo anche se dovesse tornare nel dimenticatoio della tv italiana.
Si passa quindi qualche ora fuori dal palazzetto a chiaccherare, magari incontrando gente che fino ad allora conoscevi solo attraverso il nick di una chat o di un forum, penso che chi per tanti anni è stato costretto a seguire il wrestling su internet sa a cosa mi riferisco.
Intorno alle sette e mezza è il momento di entrare. Vado subito a cercare il mio posto in seconda fila, un posto cercato e voluto, alla fine ottenuto grazie a tanta pazienza ed un po’ di fortuna. La transenna sembra un po’ alta e dà fastidio, inoltre non si tratta di una vera transenna con le sbarre, ma quasi di un muretto che non ti permette di vedere attraverso. Avranno forse paura di noi italiani? Per vedere bene il ring devi stare un po’ col collo all’insù, ma per fortuna dopo un po’ non ci fai più caso, il problema più che altro è per i bambini.
Lentamente l’arena si riempie, c’è anche qualche personaggio famoso tipo Gerry Scotti che accompagna il figlio, Ezio Greggio, “sei connesso?” di Zelig (che canterà a sguarciagola cori per Eddie Guerrero) e alle 21, ora d’inizio, non c’è più un buco libero. La cosa era abbastanza prevedibile visto che i biglietti erano diventati introvabili, ma essere lì in platea, alzare lo sguardo e vedere 10 mila persone sugli spalti metteva i brividi. Non solo per la quantità, ma perché sentivi che molte di loro erano lì con le tue stesse emozioni.
Le luci si spengono all’improvviso, si inizia! Sinceramente la WWE non mi fa impazzire, 115 euro gli avrei spesi più volentieri per la MPW, ma che ci possiamo fare, ci tocca accontentarci della WWE. Fatto sta che appena le luci si spengono, dimentico totalmente la mia indifferenza e mi ritrovo all’improvviso un fan sfegatato degli uomini di Vince. Non chiedetemi come sia possibile, non lo so neanche io, sarà l’atmosfera di quelle 12 mila persone insieme a te, sarà lo spettacolo che la WWE mette in scena, fatto sta che non appena entrano Charlie Hass e Rico inizio ad urlare.
Gli avversari sono Hardcore Holly e Billy Gunn, non vi sto a raccontare tutto il match, anche perché non lo ricordo neanche io, dico solo che Rico è stato acclamato alla grande e come al solito ha fatto divertire tutti coi suoi siparietti. A fine match blade job a sorpresa di Hardcore Holly e vittoria per i campioni tag Rico e Hass con tanti applausi per la bella miss Jackie.

Nelle foto, Rico e Miss Jackie (in alto), e Hardcore Holly
Sul ring arriva ora niente poco di meno che Torrie Wilson con tutto il suo splendore. Torrie riempie di lodi Milano e l’Italia fino a quando non interviene Dawn Marie, le due si accapigliano sul ring ed a sorpresa è il commissioner Kurt Angle sulla sedia a rotelle a fermarle. A sorpresa perché Kurt non era previsto nella card ufficiale (ci saranno altri cambiamenti più avanti rispetto ai match annunciati). L’entrata di Angle è un’altra grande emozione, sentire gli americani cantare ‘You Suck’ è bello, farlo in prima persona è molto meglio!
Torrie Wilson in tutto il suo splendore.
Il secondo match vede Johnny Stamboli contro Mark Jindrak. Il pubblico è ovviamente tutto a favore del membro dell’FBI che non tradisce le attese e si aggiudica la contesa con un roll up. Se Jindrak doveva rifarsi alla gimmick del narcisista che fu di Lex Luger, beh, siamo lontani anni luce.
Piacevole il terzo match tra Billy Kidman e Jamie Knoble, due pesi leggeri non troppo leggeri, soprattutto Kidman che sfoggia un po’ di pancetta. Speravo di vedere una Tiger Bomb di Knoble per sognare sul ring Misawa col Tiger Driver, ma Kidman glielo impedisce e vince con una bella Shooting Star Press.
Il match successivo mi incuriosiva per la presenza di Mordecai di cui avevo letto tanto, ma senza mai vederlo in azione. Le aspettative sono state deluse, tanto fumo e niente arrosto. Un’entrata spettacolare col suo crocione, ma niente di più, non si capisce quale sia il ruolo di questo Mordecai, una gimmick poco chiara per un wrestler insipido che ovviamente vince grazie alla razor edge, ma che non soddisfa molto il pubblico, molti infatti non lo conosco nemmeno visto che non è mai apparso su Italia 1.
L'entrata di Mordecai e la sua chiusura con il razor edge.
Altro idolo del pubblico nel quinto match, si tratta di Nunzio che aveva in programma un fatal four match, trasformato in un tag team match in coppia con Spike Dudley (che non avrebbe dovuto nemmeno partecipare) contro Chavo Guerrero e Chavo Classic.
Chi si aspettava un discorso in siciliano di Nunzio rimane deluso, ma il pubblico non gli nega comunque un forte appoggio e cerca di innervosire Chavo inneggiando Eddie. La strategia servirà a poco visto che sono i due Guerrero a vincere.
Momenti di gloria anche per i commentatori di Italia 1 (a cui però vengono rivolti parecchi fischi) spetta a loro annunciare il prossimo incontro tra Booker T e The Undertaker. Recalcati si sbilancia in una vittoria di Taker che Booker T non gradisce e per poco Recalcati non ne paga le conseguenze. A salvarlo sono le luci che si spengono, il fumo che sale, tutto ciò significa una sola cosa: Taker is on the stage. E il forum di Assago per poco non crolla.


In alto Christian Recalcati aggredito da Booker T, e Undertaker visto da vicino.
D’altronde si sapeva, era The Undertaker l’uomo più atteso della serata, lui che aveva combattuto al forum nel 1993 contro Yokozuna e che torna nella stessa città, sullo stesso ring 11 anni dopo, l’icona della WWE. Ovviamente l’icona non può perdere e con una Tombstone Piledriver.
Piccola delusione il fatto che Paul Bearer non fosse con Taker, mentre l’incontro è più che scontato, il super push che Taker ha da ormai 14 anni lo rende un po’ antipatico ai miei occhi (voi direte:”ma tu non tifi Hogan?”) resta il fatto che come personaggio non ha rivali, soprattutto in Italia, o meglio un rivale ce lo avrebbe, ma non combatte più nella WWE (chi sarà mai?).
Stare in seconda fila è piuttosto stressante, la voce incomincia a diventare roca e il mal di testa sopraggiunge, così l’annuncio della pausa accolto con piacere. Neanche il tempo di prendere un the freddo che lo show ricomincia. Per la par condicio è il momento di dare spazio a commentatori di sky, ma a causa della barista lenta mi perdo il loro siparietto, riesco solo a sentire Michele Posa che annuncia il ritorno della WWE in Italia in autunno con Raw a Torino.
Raw significa gente come Chris Benoit, Chris Jericho, HBK, un altro pianeta rispetto a Smackdown e la voglia di essere a Torino quel giorno è tanta, ma è ancora presto per pensarci, c’è ancora uno show da concludere ed è ora che arriva il miglior match della serata: RVD & Rey Misterio Jr. contro i Dudley Boyz.
Uno dei nostri preferiti Rob Van Dam.
Ai Dudleyz va la palma di migliori heel, una ragazza appena davanti a me ha un cartello per RVD, vedo Bubba che prende la rincorsa e si scaglia contro di noi per strappare il cartellone incriminato. Non scherzo a dire che io e quelli vicino a me ci siamo quasi spaventati nel vedere Bubba saltarci addosso.
Come se non bastasse Bubba Ray istiga il pubblico urlando “Forza Roma”, i Dudleyz sono talmente heel che qualche deficiente pensa bene di lanciare contro Bubba Ray una bottiglietta d’acqua, cosa che il wrestler non apprezza molto.
Il match è stato molto spettacolare, combattuto bene da tutti e quattro i lottatori ognuno con le sue caratteristiche. Da incorniciare la chiusura con una 619 di Rey Misterio subito seguita dalla Five Frog Splash di Rob Van Dam con tanto di doppio pin.
Notevole l’acclamazione per Rob Van Dam, io stesso mi sgolo urlando “RVD RVD” in favore del wrestler più bello da vedere combattere tra quelli di Smackdown.
Ci si avvicina alla fine, il penultimo match vede di fronte John Cena e Rene Dupreè. Come qualcuno ricorderà John Cena aveva fatto la conferenza stampa un mese fa a Milano con la sciarpa del Milan al collo, ebbene, anche oggi sale sul ring indossando i colori rossoneri, cosa che a un tifoso milanista come me non può che far piacere a prescindere dal fatto che probabilmente Cena del Milan non sa nulla. In ogni caso era ovvio che il detentore del titolo americano dovesse scegliere una squadra vincente, senza rischiare di sentirsi cantare ‘Non vinci mai!’.
John Cena esegue il suo balletto.
Dupreè sfoggia un ottimo fisico, soprattutto per quanto riguarda i pettorali e a lungo domina il match, il pubblico si esalta per Cena che però sul ring non fa molto a parte la F-U che gli permette di vincere.

In alto Rene Dupree, e ancora John Cena: due tra i migliori fisici della WWE.
Siamo così giunti al Main Event valido per il titolo mondiale di Smackdown, Bradshaw si avvia sul ring e si becca ancora un gavettone da parte di qualche testa di … Per fortuna il wrestler è professionale e tira dritto per la sua strada. Il suo avversario è il campione incarica Eddie Guerrero accolto dal boato del pubblico. A bordo ring arriva anche Kurt Angle e da lì seguirà l’intero match.
Non so se esista una regola nel codice della WWE secondo la quale il Main Event debba essere per forza noioso, fatto sta che neanche a Milano si smentiscono. Io e alcuni miei amici iniziamo a cantare cori tipo “Boring Boring” (e qualcuno ci guarda male), “ECW ECW!” ed infine su mia iniziativa si inneggia all’immortale Hulk Hogan.
D’altronde se i due wrestlers stanno 20 minuti fermi in prese snervanti qualche diversivo devi trovarlo.
Finalmente il match si vivacizza un attimo, Eddie fallisce un Frog Splash, Bradshaw mette a segno una clothesline from hell (male eseguita) e schiena l’avversario, in teoria sarebbe lui il nuovo campione visto che lo schienamento va ben oltre il 3, ma l’arbitro è KO. Angle non la prende bene, una volta che il suo favorito è vicino alla conquista del titolo ci si mette di mezzo l’arbitro.
Ed ecco il colpo di scena che fa alzare tutti in piedi, Kurt scende dalla sedia a rotelle e zoppicando sale sul ring per contare il pin, Eddie si libera, colpisce Bradshaw con la cintura, la lancia in mano ad Angle e stramazza al suolo. L’arbitro si risveglia e trova Guerrero e Bradshaw a terra, Kurt Angle sul ring con la cintura in mano venendo così accusato dall’arbitro.
Eddie Guerrero nel frattempo si può rialzare e chiudere il match con la sua frog splash. Ci si poteva aspettare che la serata finisse così ed invece ecco altre sorprese. La guardia del corpo di Angle attacca Guerrero, arriva dal backstage John Cena in aiuto del messicano, poi è la volta dei Dudleyz per gli heel e di RVD e Rey Misterio. Sul ring scatta la rissa totale ed ad aver la meglio sono ovviamente i face. I quattro wrestlers diventano gli eroi della serata con i loro festeggiamenti, Eddie offre la cintura mondiale ai tre compagni, Cena rappeggia aiutato da Rey, Guerrero dichiara di sentirsi italiano, probabilmente tra due giorni si sentirà tedesco, ma il pubblico apprezza ugualmente. Dopo la festa e i saluti lo show si conclude a mezzanotte e mezza dopo quasi tre ore e mezza di spettacolo.
Uniche note negative della serata gli incivili che hanno lanciato l’acqua ai wrestlers ed un volto noto del wrestling italiano, forse a lui vedere lo show non ha fatto bene e si è creduto d’improvviso un wrestler visto che ha picchiato un bambino reo di essersi avvicinato troppo a sua maestà e di avergli probabilmente schiacciato il regale piede.
No comment per questo fatto, passiamo alle lodi. Grande il pubblico milanese che fa sentire il suo calore per tutta la serata e alla fine di ogni match non si risparmia di applaudire gli sconfitti anche se si tratta di heel. Grandi i wrestlers che hanno dato il loro meglio, certo non sono Misawa o Kobashi, ma accontentiamoci. Grandi i booker della WWE che hanno messo su davvero un bello spettacolo. Temevo che snobbassero un po’ l’Italia invece hanno riempito lo show di belle sorprese, soprattutto il finale davvero spettacolare.
Nel 1993, l’ultima volta che ho visto il wrestling ad Assago ero tornato a casa deluso perché avevo Undertaker a 2 centimetri e non ero riuscito a toccarlo. Avevo 10 anni e si sa come da bambini toccare i wrestlers era a dir poco un sogno. Ho dovuto colmare quel desiderio con 11 anni di ritardo dando la mano a D-Von, Eddie Guerrero e Rey Misterio, così anche la mia voce fanciullesca è stata accontentata dalla serata.
Per concludere non resta che dire che ti piaccia o no la WWE, quando te la trovi davanti è difficile rimanere indifferente e non lasciarsi coinvolgere dal clima che ti circonda. È stata una serata indimenticabile, piena di forti emozioni che ti fa sentire fiero di amare il wrestling e di aver partecipato di persona alla grande festa che si è svolta al Forum di Assago per celebrare il ritorno della WWE in Italia.
Ivan Filannino
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