WRESTLING IN ITALY


NJPW "Spirito Guerriero Tour" 04/06/05 Milano, Pala Mazda

Toukon Tour, spirito guerriero! Un nome che rimarrà a lungo nella mente di tanti fans di puroresu, tutti quelli che non sono mai stati in Giappone ad assistere ad uno show dal vivo, tutti quelli che per anni sono stati costretti a seguire le gesta di Jushin Thunder Liger su videocassette spesso di scarsa qualità, tutti quelli che hanno avuto i brividi di gioia quando hanno saputo che la NJPW sarebbe venuta in Italia, una cosa che anni fa non potevamo neanche immaginarci, un sogno che si avvera. Io nel mio piccolo sono uno di quelli.

L’attesa è stata lunga, addolcita dalla visita in marzo di Antonio Inoki, Tenzan e Tiger Mask, ma tutto passa in secondo piano se paragonato al week end del 4 e 5 giugno. Già nei giorni prima dello show potevo avvertire l’impazienza, infatti, ho addirittura sognato la tappa di Milano che aveva come main event un match tra i quattro Tiger Mask, un sogno che se vogliamo dirla tutta è stato in parte premonitore.

Arriva così il 4 giugno, per il secondo anno consecutivo il mio compleanno coincide con uno show di wrestling, l’anno scorso era toccato alla WWE, quest’anno il regalo è ancora più grande perché potrò vedere dal vivo alcuni miei idoli, Jushin Liger e Ultimo Dragon su tutti. Alle sei e mezza sono fuori dal Mazda Palace con la mia Hinomaru (la bandiera giapponese), dopo un’ora di attesa, passata in compagnia dell’amico Caido, finalmente aprono i cancelli. La gente è poca e per questo riesco a sedermi esattamente nel posto che desideravo, cioè nel lato in cui entreranno i lottatori. Compiuta la missione dei posti si può andare a salutare i vecchi amici e conoscerne di nuovi, ovviamente i Lanati sono i primi e tramite loro incontro il resto dello staff: Noè Cherubini, Francesco Girasoli, Andrea Lughezzani e a fine serata anche Giorgio “Wand” Bellocchio e Andrea “The Axe Murderer” Colnago. Insieme a loro è d’obbligo una foto con la bandiera giapponese, poi via a salutare altre vecchie conoscenze come Manuel Orlandi, Luca “Cougar” Cattaneo, storico handler della All Star Wrestling, Redskin e Lost Highway di Supereva.

Ma il tempo stringe è ora di iniziare a fare sul serio, si spengono le luci, risuonano le note della NJPW, si accende il maxischermo (sì, perché al contrario della wwe, la New Japan aveva anche il titan trone e il maxischermo) e lo spettacolo può iniziare. Fare un report completo dei match è impossibile, penso che altri si siano trovati nella mia stessa condizione, cioè quella di assistere ai match in trance, vedere quello che stava succedendo, ma senza rendersene pienamente conto, come se si fosse in un sogno, che quando ti svegli non ricordi bene. Per me è stato così soprattutto negli ultimi match, comunque proviamo lo stesso a fare un commento su ciò che è avvenuto sul ring.

Si inizia con le dichiarazioni sul ring di Scott Norton e Hiroyoshi Tenzan che si presentano in giacca e cravatta. Mi è piaciuta molto l’idea di partire presentando il main event valido per il titolo IWGP e lasciando la parola ai due wrestlers, questo ha permesso al pubblico di iniziare a conoscere i due protagonisti, senza trovarsi di fronte all’improvviso nell’ultimo match. Sia Norton sia Tenzan hanno mantenuto i toni calmi dicendo di rispettarsi a vicenda, anche se entrambi erano convinti della propria vittoria.

Finita la presentazione si passa ai match, i primi a salire sul ring sono Jado e Gedo, 3 volte campioni del mondo nella gategoria tag, con Gedo che vanta nel suo curriculum una finale nella J Cup del 1995 quando cedette solo a Jushin Liger. I loro avversari sono Koji Kanemoto e Erik Isaksen, il wrestler norvegese della SWF è chiamato a sostituire l’infortunato Wataru Inoue. Isaksen resta molto sul ring e subisce anche parecchi colpi pesanti, secondo me la sua prova è stata sufficiente e sicuramente l’emozione avrà pesato. Kanemoto dà spettacolo quando entra sul ring, ma alla fine sono Gedo e Jado a vincere.

Il secondo match vede di fronte Togi Makabe e Osamu Nishimura in un European Catch Rules. A dire la verità io non ho notato nessuna differanza coi match, comunque sia questo match non presenta momenti particolarmente spettacolari, a parte il finale con Makabe che infierisce sull’avversario con una catena, fino a quando Nishimura non si riprende e si sbarazza di Iizuka guadagnandosi così un’uscita tra gli applausi.

Il terzo match è quello che mi ha stupito di più, di fronte Hiroshi Tanahashi e Toru Yano. Si tratta di due wrestlers che non conoscevo bene ed entrambi mi hanno impressionato favorevolmente, bellissima l’entrata di Yano con l’ombrellino giapponese. Un match completo in tutti i suoi aspetti che ha offerto un inizio lento per poi finire in crescendo, ho avuto solo un attimo di paura quando facendo un moonsault dal paletto Tanahashi è scivolato sul sostegno rischiando di infortunarsi seriamente, per fortuna, però, non ci sono stati problemi e Hiroshi ha potuto guadagnare una bella vittoria.

Con la quarta sfida si entra nel clou della serata, un six men tag team match, da una parte i face Takashi Iizuka, Yutaka Yoshie & Shinsuke Nakamura, dall’altra gli heel con due leggende come Masahiro Chono e Yuji Nagata affiancati dal gigante Manabu Nakanishi. Io e due giapponesi alle mie spalle incitiamo Chono per tutto il match, mentre il resto del pubblico sembra apprezzare particolarmente il simpatico Yutaka Yoshie che nonostante l’ottima prestazione subisce il pin finale che regala la vittoria agli heel.

Prima del gran finale arriva il momento di Antonio Inoki, applaudito da tutto il pubblico, che parla del suo impegno nel sociale e del desiderio di una maggiore vicinanza tra Italia e Giappone. Un intervento breve e conciso quello dell’icona del wrestling giapponese che si ferma a seguire il resto degli incontri dal tavolo dei commentatori.

Si può così passare all’apoteosi. Inizialmente il ruolo di show stealer spettava al match tra Tiger Mask e Jushin Liger, la card viene però cambiata e l’incontro diventa un tag team match con Liger (11 titoli junior) e Black Tiger contro Tiger Mask (2 titoli junior) e Ultimo Dragon (2 titoli anche per lui). Ecco dunque che il mio sogno diventa quasi realtà, lì c’era un match coi quattro Tiger, qui va comunque in scena una sfida con quattro wrestlers mascherati, e che wrestlers...

Liger e Black Tiger sono i primi ad entrare, stupendo vedere Jushin passare a dieci centimetri da me in tutta la maestosità del suo costume. Arrivano poi i due idoli sulle note della sigla del cartone animato “L’uomo tigre”, una scelta che forse a fatto storcere il naso a qualcuno, ma che è stata apprezzata da chi vedeva Tiger Mask per la prima volta. Il terzo erede di Sayama entra accompagnato da quattro bambini con la sua maschera e per il pubblico non è più Tiger Mask, ma Tigre, tant’è che l’immenso Liger irride i fans urlando in italiano “tigre tigre tigre”.

Sul ring vediamo un po’ di tutto: hunrancarana, moonsault, romeo special, ma soprattutto un Asai Moonsault di Ultimo Dragon fuori dal ring, che mi sono potuto gustare a pieno poiché eseguito sotto i miei occhi. Se dovessi scegliere solo uno dei quattro campioni per quanto visto sul ring, darei il mio premio ad Ultimo Dragon che finalmente mostra le sue doti a chi lo aveva visto solo in wwe. Alla fine è Tiger Mask a trovare il pin vincente, per la gioia del pubblico che accorre a dare il cinque ai due face, mentre io sono impegnato ad applaudire Liger.

Siamo purtroppo arrivati all’ultimo match, Scott Norton (accompagnato dal resto della Black New Japan) contro Tenzan. I due non si risparmiano ed affondano i colpi senza pietà, Norton tiene in mano il match, ma Tenzan stupisce tutto il pubblico eseguendo un suplex sul gigante americano, per poi chiudere con un Moonsault.

Tutto il roster si ritrova alla fine sul ring, Masahiro Chono sfida pubblicamente Tenzan poi gli heel lasciano il ring lasciando spazio ai face che ricevono l’acclamazione del pubblico. La Regular Army si concede alle foto di rito, mentre Inoki si augura di tornare presto in Italia (non sa quanto ce lo auguriamo noi). Uno per uno anche i face lasciano il ring e finalmente mi libero della pressione dell’addetto alla security più ligio al dovere mai visto in Italia e riesco a stringere la mano ad Ultimo Dragon sventolando la bandiera giapponese. L’ultimo a tornare nel backstage è Tiger Mask che poco prima aveva salutato Inoki con i tre inchini.

Lo show si conclude così con un’ovazione per Tiger che uscendo firma autografi ed accetta di fare qualche foto coi bambini. Il giudizio finale non può che essere positivo, soprattutto per quanto visto sul ring, peccato che l’affluenza di pubblico sia stata limitata, ma i presenti hanno dato il meglio. Chi parla di flop, di wrestlers fischiati e altre falsità o è ubriaco o è in malafede, anzi, a dire la verità i wrestlers sono stati fischiati, peccato che fossero gli heel. Il tifo per i face c’è stato eccome, basta vedere la ressa alle transenne per salutare i lottatori, da Kanemoto a Tanahashi, da Tiger Mask a Tenzan.

Ora l’articolo si potrebbe anche concludere qui, con la fine dello show, ma ho ancora tante cose da dire e da raccontare anche se non riguardano più il wrestling combattuto. Sì, perché è giusto parlare anche un po’ dei membri di tuttopuroresu e di tutto ciò che ha fatto da contorno allo spettacolo di sabato sera. Iniziamo proprio dalla fine dello show, Tiger Mask non è ancora tornato nel backstage che vedo Paolo e Andrea dirigersi velocemente verso il backstage seguiti dal resto della ciurma, è questione di cinque secondi nei quali devo scegliere se lanciarmi al loro inseguimento o lasciar perdere. Scelgo la seconda e mi ritrovo così fuori dal Mazda Palace in compagnia di Giorgio “Wand” che, come me, non ha colto l’attimo fuggente. Parlando del più e del meno passa il tempo, la zona intorno al palazzetto è deserta, finalmente dopo una lunga attesa arrivano gli altri pieni di foto ed autografi. “Dai pazienza – dico a me stesso – accontentati della foto con Inoki fatta a marzo”. Inoltre non c’è tempo per i rimpianti, la serata è stata ottima e merita di essere conclusa coi festeggiamenti dello staff di tuttopuroresu. Dopo varie peripezie ci ritroviamo in un pub che distava cento metri dal Mazda Palace, ma che qualcuno impiega venti minuti a raggiungere. Lì brindiamo tutti insieme e ci diamo appuntamento per la mattina successiva davanti all’albergo in cui alloggiano Noè, Francesco ed Andrea che caso vuole sia lo stesso della New Japan. Le speranze di incontrare i lottatori, però, non sono molte poiché gira voce che la maggior parte del roster andrà a visitare Roma e Venezia.

Arrivo quindi a casa alle 2 di notte, non faccio in tempo ad addormentarmi che alle 7.45 suona l’odiata sveglia: “Nooo, chi me lo fa fare di alzarmi così presto?”. La voglia di dormire è tanta, ma alla fine decido di alzarmi, mai decisione fu più azzeccata.

Alle nove io, Paolo ed Andrea entriamo nell’hotel, nessuno ci ferma o ci chiede cosa vogliamo, così ci accomodiamo sui divanetti ed iniziamo a vedere le foto, raggiunti poco dopo da Noè, Francesco ed Andrea con le rispettive mogli. Un po’ tutti ci chiediamo quali sono i programmi dei wrestlers, se ne sono andati tutti in giro per l’Italia o qualcuno resterà nella bella Milano? Ecco che alle dieci iniziano a scendere i primi lottatori. Toru Yano sembra ancora piuttosto assonnato, ma non ha problemi a farsi fotografare con noi, stesso dicasi per Hiroshi Tanahashi che sorride sempre.

Il terzo ad arrivare è Shin’ya Makabe che sembra avere la faccia di colui incavolato col mondo intero. Dopo un po’ di titubanza lo raggiungiamo appena fuori dall’hotel e anche lui non ha nessun problema a concederci una foto, anzi poco dopo rompiamo il ghiaccio e lo invitiamo a vedere tuttopuroresu sul portatile di Andrea, per ringraziarci lui ci regala gli adesivi della NJPW. Mentre Makabe guarda il sito, mi sento bussare sulla schiena ed in cuor mio penso: “Fa che sia Liger che ieri mi ha visto con la bandiera giapponese e vuole ringraziarmi”.

Mi giro e mi trovo davanti un piccolo signore giapponese di mezza età che mi sorride a trentadue denti e mi dice “Hi”. Sono un po’ stupito, ma ricambio il saluto così lui aggiunge: “Do you remember me?” Io non so cosa dire e lui cerca di aiutarmi: “Do you remember me last night?”. Quell’uomo mi sembra talmente convinto che non ho il coraggio di contraddirlo così gli dico che mi ricordavo benissimo e gli chiedo come sta. Non ho idea per chi mi abbia scambiato dato che poi chiede a me se Tenzan e Tiger Mask sono già andati via, fatto sta che io quel signore non lo avevo mai visto prima.

Comunque torniamo a parlare dei lottatori perché l’evento che vi racconterò ora rimarrà negli annali di tuttopuroresu e non solo. L’ascensore si apre ed esce un gigante in maglietta, pantaloncini e ciabatte: è Scott Norton. Nessuno di noi lo chiama, anche perché, vista la sua importanza, si ha paura che non abbia voglia di fermarsi con noi, invece è lui che punta dritto verso i nostri divanetti e si siede lì. Visto che mi sembra abbastanza disponibile gli chiedo se posso fare una foto con lui, mi siedo al suo fianco e nonostante il divano sia a due posti e io sia magrissimo, sto ugualmente stretto. Fatta la foto, Scott se ne va, ma torna poco dopo con in mano una bottiglia di birra e si siede di nuovo insieme a noi. Ci sorge il dubbio che quella non sia la prima bottiglia del giornata perché Scott inizia a parlare come un fiume in piena. Dice che l’Italia è bella, che è innamorato del Giappone, insieme a Yano prende un po’ in giro Tiger Mask che la sera prima aveva urlato ‘New Japan number one’, dice che sua moglie è in giro a spendere soldi, ma lui la ama tanto e che il ring della sera prima era troppo duro. Noi possiamo far altro che sorridere e mostrarci d’accordo con lui in tutto e per tutto, penso che la cosa gli abbia fatto piacere visto che tira fuori venti euro dal portafoglio e chiede gentilmente a Yano di andare a prendere le birre per lui e per tutti noi. Io a dir la verità non credo a quello che sta succedendo, per fortuna ci sono le foto a testimoniarlo, noi di tuttopuroresu che brindiamo insieme a Scott Norton e Toru Yano. Di solito, però, noi italiani alle undici del mattino siamo abituati a bere il cappuccino, non la birra, così solo io e Francesco ce la scoliamo tutta, gli altri, per paura che Scott torni e veda le bottiglie ancora piene, vanno a svuotarle nel giardino.

Con la birra insieme a Norton si è davvero toccato l’apice ed è stata anche utile perché mi ha permesso di sciogliermi un po’ così che ho iniziato a parlare un po’ con tutti i giapponesi che vedevo a partire da quello a cui ho chiesto l’identità del personaggio misterioso che sembrava un wrestler ma in realtà era solo il massaggiatore.

Finalmente arriva il wrestler che più attendevo: Jushin Thunder Liger. Non si ferma nella hall, ma esce subito e si siede sul muretto esterno dell’albergo. Esco anche io perché non capita tutti i giorni di vedere Liger senza maschera e voglio imprimermi bene in mente la sua immagine. Quando vedo che Paolo gli si avvicina lo raggiungo per farmi fare un autografo, un autografo che è più che altro un’opera d’arte visto che disegna anche la sua maschera e le dita che simboleggiano la vittoria. Stavolta non voglio perdere l’occasione e dico a Liger tutto quello che penso di lui ricordandogli alcuni grandi successi come la J Cup del 1995, lui sembra apprezzare visto che sorride e ringrazia ripetutamente.

Io e Paolo ci fermiamo poi a parlare con Takashi Iizuka, gli chiediamo cosa ne pensa del pubblico italiano e lui dice che eravamo pochi ma buoni. Purtroppo l’inglese di Takashi lascia un po’ a desiderare e non è facile comunicare con lui. Arriva Jado che sembra essere di fretta, ma facciamo comunque in tempo a fare una foto con lui. Ben più disponibili sono invece Koji Kanemoto e Wataru Inoue, il primo si esalta quando vede la sua biografia in italiano con le sue foto, il secondo sembra un po’ stupito dell’attenzione, io gli chiedo se sta meglio dopo l’infortunio subito la prima sera a Catania e a quanto sembra il giovane Wataru si sta riprendendo.

Ormai è mezzogiorno, è difficile che altri lottatori siano ancora in camera, probabilmente i vari Chono, Nagata, Ultimo Dragon, ecc sono davvero andati fuori Milano. Io, Paolo, Andrea e Noè raggiungiamo Francesco ed Andrea, che ci avevano lasciati un’ora prima, in piazza Duomo per pranzare e giuro che, senza farlo apposta, incontriamo nuovamente Kanemoto e Inoue. I due sono seguiti da una telecamera ed appena ci riconoscono ci salutano e spiegano al cameraman chi siamo. Tuttopuresu entrerà così di nuovo nelle case dei giapponesi, dopo essere stato presente nel dvd dedicato alla visita di Antonio Inoki.

Si conclude così un week end indimenticabile sia per lo show che per l’incontro coi wrestlers. Ovviamente un ringraziamento speciale per Paolo ed Andrea che mi hanno portato all’hotel, ma d’altra parte è il giusto premio visto che senza di me in squadra difficilmente riuscirebbero a vincere qualche partita a calcetto. Un saluto poi ai gentilissimi Noè ed Andrea, al simpatico Francesco e a Giorgio e Axe che purtroppo si sono persi la mattinata all’hotel.

Si torna a casa ed inizia a piovere, sembra un caso, ma quella pioggia rappresenta perfettamente il mio stato d’animo, quando eravamo insieme a Kanemoto e compagni splendeva il sole, ora piove. Una sensazione agrodolce, da una parte la gioia per queste due giornate, dall’altra la consapevolezza che ora torneranno tutti in Giappone e non si sa se li rivedremo. Non ci resta che sperare che si ricordino di quei pazzi tifosi italiani che conoscevano vita morte e miracoli di tutti loro e che hanno fatto di tutto per mostrare il proprio amore per la New Japan e il puroresu.

Ivan "Arles" Filannino

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