WRESTLING IN ITALY
Milano, Ristorante cinese, 9/2/05 : Serata col presidente NJPW Ken Kusama

Un saluto a tutti gli amici di
TuttoPuroresu.
Ci siamo riusciti !!! Il primo obiettivo per l’anno 2005 è stato centrato
!!! Come ogni anno ci prefissiamo degli obiettivi come sito. Solitamente non
molto ambiziosi e comunque mai fuori dalla nostra portata, visto che ognuno
di noi ha un lavoro ed una famiglia alla quale dedicare del tempo. Come
potete intuire con il tour NJPW di giugno alle porte questa volta gli
obiettivi sono più ambiziosi rispetto agli altri anni. Uno di questi era
conoscere il presidente della New Japan Pro Wrestling, Ken Kusama. Sapevamo
che era possibile visto che prima o poi sarebbe passato da Milano, ma
eravamo anche al corrente del fatto che la maggior parte del suo tempo
sarebbe stata occupata a livello lavorativo. Eppure è arrivata come un
fulmine a ciel sereno la mail di Roberto Indiano che ci preannunciava la
possibilità di una cena con Kusama. Questa si è svolta la sera del 9
febbraio e di seguito cercheremo di raccontarvi cosa è successo. Prima di
iniziare due precisazioni:
1. E’ stato impossibile realizzare un articolo-intervista del tipo domanda e
risposta, quindi ci lanciamo su un articolo più discorsivo.
2. Kusama ha rilasciato informazioni confidenziali che non riporteremo,
anche se non ci è stato chiesto di fare ciò, per rispetto alla figura del
presidente NJPW.
Con largo anticipo arriviamo di fronte all’albergo per l’appuntamento con
Kusama, dopo un’attesa di circa mezz’ora sopraggiungono Roberto Indiano e
Lara Martinetto colonne portanti della Nuwrestling, i quali dopo averci
salutato calorosamente ci comunicano che Kusama è nella hall dell’albergo.
Roberto ci invita ad andare avanti, visto che fuori fa freddo. Tenete
presente questo particolare: fuori fa freddo. Diciamo forse 2-3 gradi sopra
lo zero. Arriviamo nella hall e chiediamo di Mr.Kusama, quando da dietro un
angolo salta fuori un tipo non molto alto, ma tosto con tanto di tuta bianca
NJPW. Ecco Ken Kusama !!! Lo salutiamo con il classico “Nice to meet you” e
cerchiamo di spiegargli che siamo grandi fan della NJPW, lui risponde e ci
accorgiamo da subito che avremo delle difficoltà nel nostro intento. Infatti
Kusama non scandisce bene le parole in inglese, cosa che provocherà numerosi
“Sorry, I don’t understand” durante la serata. Anche l’idea di usare il
piccolo registratore portatile decade e ci affidiamo solo a noi stessi. Da
qui ha inizio una specie di sfida Paolo vs Kusama. Infatti inizio
spiegandogli che seguiamo la New Japan da quando eravamo bambini e cerco di
buttargli lì qualche nome che sia differente dai classici Antonio Inoki,
Tiger Mask e Fujinami, infatti sparo Kengo Kimura, il quale a fine ’70
inizio anni ’80 combattè delle memorabili sfide contro Fujinami. In modo un
po’ provocatorio sostengo che forse Kimura era migliore di Fujinami e la
cosa lo sorprende tanto che un paio di volte durante la serata mi ha rifatto
la domanda “Pensi che Kimura sia meglio di Fujinami ?”. Poi ha detto che
spesso parla con Kengo e che lui è “a nice guy” (parole che durante la
serata sentiremo ripetere per quasi tutti i wrestler menzionati). Stessa
cosa è ripetuta quando si parla di Sakaguchi con l’aggiunta che con lui ci
parla ogni giorno per 10 minuti. Boh. Arriviamo al ristorante cinese. E qui
c’è il primo episodio comico. Scegliamo le portate. Arriva la prima e se la
becca Andrea, anche se a me sembrava la mia… Boh. Mi becco la seconda, anche
se sembra un po’ diversa dagli spaghetti di riso che ero abituato a
mangiare. Arriva la terza e… sorpresa scopriamo essere gli spaghetti di soia
di Andrea. Ergo ci eravamo fregati il piatto di qualcun altro. Chiediamo a
Roberto Indiano cosa aveva ordinato… e deduciamo di aver ladrato
involontariamente la cena di Kusama. Per fortuna non avevamo ancora
addentato nulla e la riconsegnamo al legittimo proprietario.
Poi si parte con le domande, a dir la verità è tutto un po’ diverso da come
me lo aspettavo. Infatti mi ero preparato ventuno domande da fargli, più sei
da fare durante l’intervista per Play TV. Roberto mi dice che l’intervista è
già stata registrata, non fa niente tanto sarebbero state domande standard
sul tour. Si parte alla carica subito con il mancato rinnovo di Katsuyori
Shibata, ovviamente gli chiedo il perché. Kusama mi dice che voleva troppi
soldi, io insisto e lui ridendo mi chiede se volevo provarci io a
convincerlo. Kusama non ha parlato molto bene di Shibata, ha detto che la
trattativa è stata più che altro una litigata e quando gli ho detto che
magari Shibata poteva essere un nuovo Akira Maeda, lui è stato molto deciso
a dire di no. Da lì si è ironizzato sulla metodologia di rinnovo dei
contratti, con Kusama che, ridendo, ci faceva presente che i wrestler sono
ben piazzati, mentre lui… Ho suggerito due soluzioni: 1. un bodyguard; 2.
rinnovarlo prima a Tenzan e poi tenerselo lì vicino per le restanti
trattative. Kusama se la rideva. Ho provato a chiedere invece chi era il più
gentile. Mi ha parlato bene di Hiroyoshi Tenzan, ma il più gentile è Hiroshi
Tanahashi. Non volendo tirar fuori il foglio delle domande, per non urtare
la sua suscettibilità, provo ad andare a memoria. E mi viene in mente la
domanda più bastarda: Cosa ne pensa della morte di Gompei (allievo del dojo
NJPW deceduto una decina d’anni fa in circostanze poco chiare), si dice per
mano di Sasaki. Resta sbigottito, forse non capisce oppure da vecchia volpe
fa finta di non capire… anche se più avanti nella serata indirettamente
risponderà. Cerco di provocarlo chiedendogli quando porterà in NJPW Kenta
Kobashi. Kusama risponde che ci sono tanti grandi wrestlers e nomina Kobashi,
Kojima e Kawada… Poi dice qualcosa del Title vs Title che si disputerà a
breve. Qualcosa che non possiamo riportare. Io lo incalzo chiedendo “Is this
a booking news ?”, lui sorride, forse capendo che era meglio glissare.
Comunque per correttezza nei suoi confronti non scriviamo nulla al riguardo.
Indiano tira fuori la voce sentita su internet a riguardo della
collaborazione tra NOAH e WWE, Kusama cade dal pero, dicendo che l’altro
giorno aveva avuto un meeting con Misawa. Parlando di WWE salta fuori il
nome di Kenzo Suzuki, Kusama dice con aria soddisfatta che è andato in WWE.
Io rispondo che la WWE è più entertainment, lui annuisce. Gli chiedo come
mai consideravano Suzuki migliore come prospetto rispetto a Tanahashi.
Risponde che questo era determinato dal grande fisico di Suzuki. Gli chiedo
se era vero che Suzuki era scappato dal Giappone dopo aver ucciso nel dojo
World Japan il wrestler Giant Ochiai. Kusama prima dice sì, io faccio la
faccia stupita e la vecchia volpe subito ritratta. Vabbè. Poi finisce per
citare, non capiamo bene perché, anche Ashasoryu, uno dei grandi campioni di
Sumo. Chissà magari lo scopriremo nei prossimi mesi. Provo a chiedere di uno
dei miei idoli, Minoru Suzuki, un heel senza eguali. Lui è sorpreso del
fatto che io lo conosca e poi chiude con il classico “He is a nice guy”.
Kusama si gira poi verso il tavolo dietro, dove c’erano due ragazze
orientali, che a sorpresa sono proprio giapponesi e lo riconoscono. Non che
fosse difficile per un appassionato, visto che vestiva la tuta NJPW, con il
logo in bella vista. Una delle due ragazze, veramente simpatica si esalta e
canticchia la musichetta di Antonio Inoki, Kusama ci parla un buon 10
minuti, con noi che ironizzavamo sulla conclusione della serata per il buon
Kusama. Le ragazze però devono tornare a Piacenza e Kusama si gira
trionfante verso di noi dicendo “Two tickets !”. Ovviamente Kusama ha detto
alle due fan nipponiche che si trovava di fronte un pazzo che conosceva
tutto della NJPW, creandomi anche un po’ di imbarazzo, perché la ragazza se
la rideva di gusto. In un momento di imbarazzante silenzio, Indiano tira
fuori la domanda tattica “Paolo sai che Mr Kusama ha un cane ?”, io avrei
voluto dire e chi se ne frega, ma ero troppo impegnato a trattenermi dal
ridere. Poi vedevo che Kusama probabilmente ci teneva molto perché ne
parlava contento, la vecchia volpe di Indiano, aveva l’asso nella manica per
sbloccare la situazione… Dopo aver appreso che il cane di Kusama pesa 65
chili, si passa a parlare del tour e qui apprendiamo che sicuramente saranno
presenti Ultimo Dragon e Josh Barnett. Kusama mi fa delle domande per vedere
se li conoscevo, io ovviamente rispondo, forse mettendolo un po’ in
imbarazzo ricordandogli che Barnett è stato squalificato in UFC per uso di
steroidi, aggiungendo che non era una buona cosa. Visto che con le due
giapponesine era saltato fuori il nome di Jackie Sato e Mimi Hagiwara, a
causa del fatto che una studiava canto, ne approfitto per tornare
sull’argomento parlando a Kusama di quello che secondo me è forse il miglior
wrestling, il Joshi puroresu. La prendo alla lontana dicendogli che Chyna
due anni fa ha affrontato Masa Chono su un ring NJPW. Non capisce. Provo
citandola come Joanie Laurer, nulla di fatto. Alla fine conclude dicendomi
che due anni fa lui non era ancora presidente e non conosce questo episodio.
Quindi decido di andare subito al sodo e gli parlo di due miei idoli del
Joshi, Ayako Hamada e Meiko Satomura. Ayako il 6 gennaio scorso ha
combattuto in uno show NJPW, denominato "LION'S ROAD 3RD STAGE". Cerco di
spiegarlo a Kusama il quale dice che non ricorda. Chiedo se in futuro ha
intenzione di far combattere qualche ragazza nella NJPW e Kusama mi risponde
di no. Questa domanda non è stata un successo. Fate conto che questo è
l’inizio della parabola discendente. Infatti da questa domanda in poi Kusama,
forse anche per la stanchezza, inizia un po’ a cambiare espressione fino ad
arrivare su alcune domande ad incazzarsi come un triceratopo. Attacchiamo
con il discorso di Inoki. All’inizio è disponibile tanto da dire anche
alcune cose personali, che non vi riferiamo per rispetto di Inoki e di
Kusama che ce le ha dette in toni confidenziali. Poi alla domanda “Potremo
fare delle domande ad Inoki ?” si è scatenata la tempesta. La prima risposta
è un inquietante “Cosa vorresti chiedergli ?”, io ho detto “notizie
particolari sulla sua carriera”. Kusama si è inalberato “A Inoki non si
chiede nulla sulla sua carriera, Inoki non è più un wrestler, massimo
rispetto quindi. Per Inoki esistono libri, giornali è stato già scritto
tutti, non fate domande ad Inoki, leggete quello che è scritto su di lui. Se
ad Inoki vengono fatte queste domande lui va via ed in Italia non torna
più”. Parole dure dette con un tono perentorio e ripetute più volte. Non
sappiamo se sia un’usanza giapponese per convincere meglio circa il
concetto, oppure perché dato che si parlava in inglese voleva essere sicuro
che tutto fosse chiaro. Fate conto che è andato avanti un quarto d’ora con
‘sta storia con noi tre che ci guardavamo chiedendoci quando avrebbe finito.
Per cercare di sviare ho provato a chiedergli se con gli altri wrestler era
possibile parlare, anche questa è stata una scelta infelice. Kusama ha detto
“Inoki è come Dio, gli altri sono persone ed ognuno ha un suo carattere.
Tanahashi è Tanahashi. Nakamura è Nakamura. Tenzan è Tenzan.” Diciamo che ha
chiarito il concetto in modo più che buono. Gli chiedo del rapporto di Inoki
con i suoi allievi, Kusama ha risposto che i suoi allievi non osano
rivolgere la parola ad Inoki, così come tutti i wrestler. Persino lui ha
delle difficoltà nel parlarci. Provo a citare l’episodio della cerimonia di
ritiro di Inoki, quando Antonio schiaffeggiò tutti i wrestler, che poi si
inchinarono in segno di rispetto. Solo Nishimura si inchinò al terzo
schiaffo. Anche questa domanda è saltata, in quanto prima Kusama ha detto
che non conosceva Nishimura, poi ha detto che non sapeva nulla
dell’episodio. Gli chiedo poi della famosa rottura tra Sayama e Inoki nel
1983, cercando di incalzarlo dicendogli che Sayama era stato insignito del
premio “Wrestler of the year”. Lui mi blocca e mi intima “Esistono due
storie, ascolta quella che ti racconto: dopo un match c’è stato un party al
quale hanno partecipato sia Inoki che Sayama. Sayama è andato via e quando è
tornato ha ficcato una forchetta nel tavolo e se n’è andato. E’ pazzo.” Noi,
non capendo ci guardiamo l’un l’altro e poi Roberto chiede “ma proprio sul
tavolo o sulla mano di Inoki ?”, Kusama conferma la sua versione, sul
tavolo. Ci guardiamo perplessi, vabbè. Ora entra in gioco Roberto Indiano
chiedendo il classico “quanto guadagnano i wrestler ?”, anche qui Kusama si
è imbruttito e poi ha tirato una filippica sul fatto che c’è la privacy e
certe cose non si possono dire. Detto così non è nulla, ma anche questo
concetto è stato ripetuto per il classico quarto d’ora, in modo da essere
sicuro che avessimo ben compreso. Roberto chiede “Su cosa si basa la scelta
dei ragazzi del dojo (altezza, arti marziali, si paga) ?”, Kusama all’inizio
non capisce, poi alla richiesta di Roberto se bastasse solo pagare, Kusama
convinto dice no, bisogna anche essere molto preparati fisicamente ed avere
un discreto background tecnico. Indiano chiede se gli allenamenti sono duri
e salta fuori tana delle tigri, Kusama dice che conosce Tiger Mask, conosce
il cartone animato, conosce Ikki Kajiwara, ma non capisce cosa centri. Noi,
tutti insieme cerchiamo di spiegargli, che il cartone animato, anche se
ovviamente molto fantasioso, può avvicinarsi alla realtà. Kusama conclude
dicendo “Chiedetelo a Ikki Kajiwara” e se la ride… Comunque nel momento
serio, ritornando al discorso Gompei, Kusama ha affermato che non tutti
hanno le caratteristiche per entrare nel dojo, se ci fosse accesso libero ci
sarebbe un morto al giorno e poi ha aggiunto ne sono già morti “a couple”,
io incalzo “two”, e lui “no, a couple”. Indiano mi guarda e se la ride e mi
ripete in italiano “due ? no un paio”. Personaggio bizzarro questo Kusama
che comunque ha attirato la nostra simpatia. Concludiamo la serata con la
classica domanda da farsi mandare a fanc… “Cosa ne pensa di un exhibition
match tra Satoru Sayama ed Antonio Inoki in Italia ?”, Kusama per l’ennesima
volta si imbruttisce e ripete “No, no, no, hanno litigato e poi Inoki è un
ex-wrestler non tornerà più sul ring !”. La serata si conclude con Kusama
che, una volta usciti dal ristorante, cerca di ripararsi il collo, perché
evidentemente il freddo di Milano ha sconfitto anche l’impavido giapponese,
per sua fortuna il tragitto è corto. Noi ce la ridiamo di gusto senza farci
beccare. Siamo stati molto contenti di conoscere il presidente Kusama, anche
se ovviamente il fatto di non essere stato un wrestler ha penalizzato il
nostro entusiasmo e la conversazione. Se fosse venuto Sakaguchi, per
esempio, sarebbe stato molto diverso. Comunque è stato bello confrontarsi
con una cultura diversa dalla nostra e il buon Kusama, oltre ad essere ai
nostri occhi un po’ bizzarro, è davvero una vecchia volpe. Arriviamo
all’albergo e ci salutiamo facendogli anche l’inchino e ringraziandolo del
tempo dedicatoci. Ovviamente il più grosso ringraziamento va a Roberto
Indiano ed alla Nuwrestling per averci dato questa opportunità.
Paolo & Andrea
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