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HOGAN NUOVAMENTE CAMPIONE DEL MONDO WWF


Due mesi fa, dopo No Way Out mi sono subito precipitato con gioia a scrivere un articolo sul ritorno di Hogan alla WWF, oggi con ancor più felicità celebro la vittoria del suo sesto titolo mondiale. Prima, però, mi sembra doveroso fare un breve riassunto di come sono arrivati gli altri cinque titoli dell’Immortale. Tutto iniziò il 23 gennaio 1984 quando, al Madison Square Garden, l’Hulkmania travolse Iron Sheik e si aggiudicò la prima World Belt. Il primo regno di Hogan durò la bellezza di quattro anni (nessuno in futuro riuscirà a far meglio). Nel 1988 è Andre the Giant a privarlo del titolo grazie a Ted DiBiase che corruppe l’arbitro, Hogan si rifarà a WM 5 sconfiggendo Macho Man. Questa volta conserva il titolo esattamente per un anno prima di perderlo a WM 6 nella storica sfida con Ultimate Warrior. Passa un altro anno senza cinture e a WM 7 torna campione battendo Sgt.Slaughter. Il quarto titolo arriva nel dicembre del 1991 durante Thursday in Texas dove Hogan schienò The Undertaker. Infine arriviamo al 4 aprile 1993 con l’incredibile e rombacolesca vittoria su Yokozuna in 23 secondi che incoronò Hogan per la quinta volta.

Prima di tornare alla WWF nel febbraio 2002, Hulk Hogan poteva vantare, in vent’anni di carriera, 5 titoli WWF e 6 (volendo anche 7) nella WCW. Numeri da capogiro, davanti ai quali chiunque dovrebbe togliersi il cappello. Ma la storia dell’Immortale non finisce così e oggi l’Hulkmania può festeggiare la vittoria del sesto titolo mondiale nella WWF, un trionfo che mette a tacere tutti i suoi detrattori. Ripercorriamo le tappe che hanno portato a questo ennesimo successo. Hogan torna alla WWF a No Way Out 2002 insieme a Kevin Nash e Scott Hall riformando così l’NWO. Questa storyline viene utilizzata in modo pessimo dalla federazione e a WM 18 avviene la svolta. Hollywood Hogan combatte contro The Rock nel match che alcuni hanno definito come l’incontro del secolo. Hogan perde, ma la maggior parte del pubblico si schiera dalla sua parte, a fine match i due campioni si stringono la mano e si alleano, Hogan lascia così l’NWO dopo essere stato assalito dai suoi ex-amici. Nelle settimane successive l’Immortale torna a vestirsi di giallo e rosso e Vince MacMahon lo nomina first contender al il titolo mondiale detenuto da HHH. L’incontro si svolge domenica 21 aprile durante Backlash. La card del PPV fino al Main Event è stata tutt’altro ce entusiasmante, l’unica nota positiva si è avuta nel match tra Edge e Kurt Angle, vergognosa la sfida tra The Undertaker e Steve Austin. Il match tra Hogan e Triple H, invece, è stato davvero piacevole e appassionante, chi lo critica lo fa per partito preso. Capisco che noi amanti del puroresu siamo abituati a ben altri spettacoli, ma bisogna avere l’oggettività di ammettere che, rispetto allo standard dei main event WWF, Hogan vs HHH è un gradino sopra. Inoltre, va sottolineato che, nonostante il divario di età è proprio Hogan ad uscire meglio dal match, dopo aver messo in mostra delle interessanti azioni di lotta tra cui un suplex a bordo ring, un back drop e una diamond cutter. Particolarmente intenso è stato il finale con gli interventi di Jericho che attacca Hogan, ma viene cacciato da HHH e Undertaker che si scatena su Hunter, ma deve subire la reazione dell’Hulkster. Il leg drop ed il pin vincente di Hogan mandano in tripudio il pubblico di Kansas City e scrivono un’altra gloriosa pagina nella strepitosa leggenda dell’Immortale.

  

Naturalmente il giorno dopo la schiera degli anti-Hogan, colpita in pieno nell’orgoglio si è scatenata con lunghe proteste e discorsi moralistici “E’ uno scandalo”, “Hogan non merita il titolo” ecc., ecc. Tutte frasette inutili e senza senso, ciò che conta è la realtà, e la realtà è tutta dalla parte di Hulk Hogan. Lui è il campione assoluto, il pubblico lo adora e soprattutto la realtà dice che tra i 4 principali main eventer: Stone Cold, Hogan, HHH, Undertaker (lasciamo fuori The Rock che è impegnato col cinema), il più in forma è proprio Hulk Hogan.ed i match di WM 18 e Backlash lo dimostrano chiaramente.
Certo la ciurma degli anti-Hogan continua a sostenere che il titolo va dato a Benoit o RVD perché sono più tecnici, ma con questa noiosa cantilena si rendono solo ridicoli, è come dire che Gattuso è più forte di Roby Baggio perché fa più pressing. E’ un dato di fatto che nella WWF di oggi gente come Benoit può ambire al massimo al titolo Intercontinentale. E’ un controsenso seguire la WWF ed augurarsi che siano i wrestlers tecnici a trionfare, tanto vale seguire il puroresu che non delude mai. Tornanado ad Hogan, è innegabile che l’Hulkster possa dare tanto al mondo del wrestling americano, è inutile dire che i ratings si stanno abbassando a causa di Hogan, è una falsità incredibile, Hogan è il migliore ad attirare il pubblico, se non ci riesce lui a far aumentare gli ascolti non ci riuscirà nessun altro. Come avevo già detto nel precedente articolo, comunque andranno le cose Hogan ne uscirà ugualmente vincitore. Credo sia proprio questo che dà maggiormente fastidio all’armata Brancaleone che critica l’Hulkster. Il suo ritorno alla WWF ha segnato la loro definitiva sconfitta e l’immortalità eterna dell’Hulkmania che molti sognavano di veder tramontare. Chi critica Hogan lo fa per seguire un’ideologia che andava di moda fino a qualche anno fa ma che ormai sta fallendo miseramente. Hogan era un mito anche prima del suo ritorno, ma ancora qualcuno si rifiutava di ammetterlo, dopo Backlash chi negherà il fatto che Terry Bollea sia il personaggio e l’uomo più grande nella storia del wrestling, lo farà senza dubbio in malafede.

Ivan Filannino

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