SPREAD YOUR PURORESU LOVE
by Giovanni Vinci
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7 Dicembre 2005
«Here are the young men,
a weight on their shoulders; here are the young men, where have they been?»
Il
13 Novembre 2005, si spegneva a soli 38 anni un padre di famiglia, un uomo che
amava il suo lavoro, una persona che aveva superato un brutto periodo, uscendone
fuori con una rinnovata voglia di vivere.
In
molti si consolano dietro la parola “destino”, ma di certo non è una cosa
tanto “normale” morire così presto, in quel modo. Pararsi gli occhi e dire
che tutto questo non poteva essere evitato vale quanto tutte quelle esternazioni
fatte dai media, troppo indaffarati al fenomeno di costume che è il
pro-wrestling in Italia, per pensare che dietro tutto alla fine, c’è un uomo
che muore troppo giovane lasciando una vedova e tre figlie ancora troppo piccole
per crescere senza il papà. Potrei spendere fiumi di parole per scagliarmi
verso tutto e tutti, contro i “diffamatori” e i “demagoghi” , ma
preferisco ricordare l’uomo ed onorare l’atleta.
Ciao
Eddie.

SPREAD
YOUR PURORESU LOVE n.8
(la
versione riadattata al Wrestling-Web di Versetti Satanici un tempo nota come
Ebessan Whispers)
Così
Inguaiammo il Pro-Wrestling Giapponese
Cari amici pesci e sottoprodotti dei pesci (ricicliamo questo illuminante inizio da un Catch The Puroresu dello scorso anno, di Vinci non si butta via nulla…), bentornati sulle colonne della modesta rubrica a conduzione artigianale, in lieve ritardo, ritardo che spero non vi abbia indotto a credere di essere incinti.
Lo
scorso numero ci siamo lasciati con le mie previsioni sullo show del Tokyo Dome,
rivelatesi quasi tutte sbagliate ma non me la prenderò con le fantomatiche
manifestazioni del potere temporale chiamate booker, l’unica cosa azzeccata è
stata che il buon Tatsuhito Takaiwa ha macellato il povero Wataru Inoue già
provato a Giugno dalle mazzate sicule di Scott Norton. Sono passati quasi due
mesi da quella data, di cose in casa NJPW ne sono successe moltissime e tutte
importanti, una cosa comunque è chiara il progetto originale di Simon Kelly
Inoki è per la metà fallito (per non dire totalmente). In un Dome mezzo vuoto
(o mezzo pieno se siete ottimisti), è ritornato al pro-wrestling Brock Lesnar,
scrivendo una delle pagine più controverse della storia del Puroresu degli
ultimi anni. Ormai il match vi è stato largamente raccontato da più parti,
l’americano in soli 8 minuti ha spazzato via i suoi onorevoli avversari,
Masahiro Chono & Kazuyuki Fujita, portandosi a casa il nuovo titolo IWGP
Heavyweight (se ricordate bene Fujita ha ritirato la vecchia cinta in onore di
Hashimoto questa estate), senza battere il campione ma schienando il povero
Masahiro dopo aver eseguito la sua classica finisher, ribattezzata The Verdict.
Il biondone con il pene sul petto è diventato così il 5° Gaijin ad
aver vinto il maggiore titolo della NJPW dall’87 ad oggi andando a fare
compagnia a Big Van Vader, Salman Hashimikov, Scott Norton & Bob Sapp, non
solo infatti potrà dire di essere stato il primo ad aver vinto nella sua
carriera il titolo WWE e IWGP, anche se come ben sappiamo il primo è Antonio
Inoki ma Stamford a più di 25 anni di distanza si rifiuta di riconoscere quel
legittimo cambio di titolo. Infine l’insanguinato primato di aver vinto il
titolo al suo primo match in assoluto nella federazione, che era anche il primo
Three Way Match valevole per il titolo della storia IWGP Heavyweight. Insomma 8
minuti di match , abbastanza bruttarelli e deludenti, sorretti da una lunga fila
di record infranti e di un attenzione mediatica non indifferente, intanto il
prossimo primato ad entrare nel paniere di Brock sarà quello che campione più
assente di sempre, considerando che dall’Ottobre al Dicembre 2005, avrà
realizzato solo 3 match e difenderà il titolo solo il 4 Gennaio 2006. Volenti o
dolenti bisogna riconoscere che questo stint NJPW di Lesnar rischia di essere la
fotocopia di quello AJPW di Bill Goldberg nel 2002, con la sola differenza che
all’epoca si ebbe il buon gusto di non consegnarli la Triple Crown. Questa
gente non è minimamente paragonabile ai grandi gaijin del passato che hanno
segnato realmente il mondo del Puroresu, questi sono dei vip a gettone messi a
fare cassetta, è un vero peccato che Inoki non abbia imparato la lezione dagli
errori di Mutoh. Più inquietante rimane comunque il futuro di Lesnar, perché
comunque blocca nelle sue mani il titolo IWGP che ormai sarebbe l’ora di dare
in mano ad un “vero” campione che se lo suda lottando in tutti i tour e non
il solito “vippone” delle MMA o dalla WWE che sia. Infine è forse
l’investimento più oneroso della fed del leone degli ultimi anni, tutto
quello che si sperava di avere indietro dal suo utilizzo, ppv
e dvd venduti in America non sono arrivati, figuriamoci i tour mondiali,
un rischio di clamoroso tracollo che i nuovi investitori della Yuke’s faranno
di tutto per evitarlo. Lesnar è una patata bollente, se ai tempi quando non era
nessuno avesse deciso di andare alla NJPW forse sarebbe diventato il più grande
gaijin di sempre, adesso è solo un pericoloso investimento economico. Felice
comunque che i fatti smentiscano queste infauste previsioni.


(Così
Inguaiammo le nostre federazioni dl Pro-Wrestling Giapponese)
Molto
più importante sull’immediato è stato il ritorno di Riki Choshu come head
booker della NJPW, anche in questo caso abbiamo una scommessa rischiosa, ma
forse con maggiore margine di successo. La decisione di spazzare via tutte le
stable all’interno del roster, ponendo fine ad esempio al CTU di Liger, una
delle stable più di successo della storia della fed, ha fatto in un primo
momento storcere il naso a tutti, ma alla fine ci ha risparmiato da una
situazione di profondo “già visto” che si stava vivendo con New Japan &
Black Japan coalizzate contro il Team JAPAN, troppo analoga a quella vista nel
2002 tra Regular Army & Team 2000 contro il Makai Club.
Purtroppo a questo non ha seguito una rapida ricostruzione dei ranghi ed al momento la situazione trova l’unico perno di stabilità nel quadrunvirato heel, Chono, Tenzan, T.Goto & Hirata, apertamente ostili alla nuova conduzione Choshu, il resto rimane nel caos più completo. Al momento i progetti iniziali di Riki non sono andati per il meglio, l’idea di una NJPW isolata verso le altre federazioni giapponesi che basa tutto su i suoi giovani è durata il tempo di rendersi conto dell’impossibilità di attuare il piano, mietendo una sola “vittima”, il feud a distanza tra Tiger Mask IV e l’ormai ex campione AJPW Jr. TAKA Michinoku. Lo show del Tokyo Dome di inizio sarà quanto di più distante si potesse fare rispetto a questa idea, NJPW vs ZERO1-MAX/BIG MOUTH LOUD/Indies.
Torniamo allo show dell’8 Ottobre, che ha visto due sfide interpromozionali tra NJPW e ZERO1-MAX , rivalità che proprio per volere di Choshu doveva morire lì , intanto Tatsuhito Takaiwa & Yoshihito Sasaki hanno sconfitto Koji Kanemoto & Wataru Inoue , mentre il team di Tenzan ha pareggiato i conti battendo quello di Shinjiro Ohtani. Solo due giorni dopo, Kanemoto ha portato in maggioranza le vittorie della NJPW battendo nella tane del nemico Yoshihito Sasaki. Adesso è tutto rimandato ancora al Dome, il 4 Gennaio, per una sfilza di sfide incrociate tra le parti.
Sul fronte oltre-oceano non abbiamo buone notizie, questa estate si parlava di un G-1 World Climax tra NJPW,CMLL e TNA, progetto che non possiamo nemmeno considerare naufragato, perché non è proprio partito. I rapporti con la CMLL sono partiti con il piede giusto, Shinsuke Nakamura & Hiroshi Tanahashi hanno passato un mesetto in terra messicana affinando le loro tecniche e sperimentando un esperienza da “rudos” (heel), in cambio sono arrivati in Giappone, Lizmark jr. & El Texano jr., i vincitori del Climax messicano (dato ancora del tutto da verificare) che nonostante abbiano davvero fatto i “jobber” sono stati abbastanza graditi dal pubblico. Al Dome l’8 Ottobre erano presenti i fratelli Negro Casas & Felino, che hanno avuto la loro possibilità di vincere i titoli di coppia junior senza riuscire a battere Minoru & Hirooki Goto. Altro scambio tra Gedo & Jado e i modesti Starman & Sangre Azteca, ma la cosa è andata molto male sia per i giapponesi che dopo l’infortunio di Jado, ha visto il povero Gedo in cerca di rimpiazzi con i connazionali Okamura e Kenzo Suzuki, che per i due luchadores che oltre ad aver subito un’imbarazzante sequela di squash non è riuscito ad integrarsi con lo stile stiff dei wrestlers giapponesi, soprattutto Starman che ha abbandonato quasi a metà il tour. Con il ritorno dopo quasi 10 mesi in CMLL, di Ryusuke Taguchi in NJPW e le ultime apparizioni giapponesi di Safari e Azteca la collaborazione al momento pare conclusa senza particolari clamori.
Sul versante americano la situazione è freddissima, la TNA forse per motivi commerciali non ha minimamente preso in considerazione di tirare su un Climax a stelle e strisce, la NJPW dal canto suo non ha richiesto la presenza di nessun atleta della fed i Orlando nel suo show di Ottobre. Al momento l’unico contatto è stata l’apparizione di Jushin Liger a “Bound For Glory” il 23 Ottobre, dove è stato sconfitto in 7 minuti da uno dei più quotati (almeno nel web italiano) wrestler sul suolo americano, Samoa Joe. Il match è stato vittima di un imprevisto dovuto ai problemi di salute di Kevin Nash che hanno costretto la TNA a mettere su un Gauntlet Match per decidere lo sfidante di Jeff Jarrett al titolo NWA, e delle scellerate idee dei promoter americani che solo per il semplice motivo che Joe ha lottato in Giappone deve sfidare tutti i giapponesi che passano dagli States, anche se pesano molto meno di lui. Choshu ha già annunciato 10 match del 4 Gennaio, non c’è di fatto spazio per possibili arrivi dalla TNA, intanto la NJPW rinverdisce il suo parco gaijin con un essenzialmente con l’arrivo di Matt Morgan & Mark Jindrak, due scarponi del ring tipici longagnoni che piacciono tanto ai giapponesi. Il loro debutto è stato diametralmente opposto, Morgan ha sconfitto Nagata in 7 minuti in un match dove si può dire tutto tranne che abbia dominato il nipponico, sconfitto solo grazie ad una finisher improvvisa , Jindrak invece ha visto il suo compagno Charlie Haas (che ha preferito inseguito continuare la sua carriera nelle pseudo promotion italiane…anche perché snobbato dal pubblico locale) venire schienato da Nakanishi che insieme al suo fido compagno di merende Kendo KaShin ha portato a casa la prima sfida “Team JAPAN vs Former WWE” al Dome. Inseguito il loro percorso è stato uguale a quello dei luchadores di sopra, jobber per i locali, lecito chiedersi se anche la carriera di Morgan doveva prendere questa piega perché farlo vincere contro il povero Nagata? Cosa curiosa come la NJPW stia provando a trasformarlo in una sorta di edizione aggiornata di Hulk Hogan dei tempi andati, facendogli replicare quasi tutte le mosse che il gigante biondo usava ai tempi del catch fusariano.
Tornando a parlare del duo Nakamura & Tanahashi dopo l’esperienza messicana era ormai chiaro che la convivenza dei due sarebbe finita per dare di nuovo spazio alla loro avventura in singolo, infatti dopo la vittoria su Toshiaki Kawada & Yoji Anyo, forse il miglior match della poco convincete serata ottobrina, i due hanno perso i titoli di coppia a favore dello storico tag team Chono & Tenzan. Adesso i due proveranno a tornare nel grande giro, inutile dire che Nakamura è in pole, sperando che finalmente il titolo IWGP Heavyweight torni ad essere un titolo serio, questi due ci regaleranno delle belle sfide. Infine colpo di scena ed unica positiva, Black Tiger IV ha strappato il titolo IWGP Junior a Tiger Mask IV, potendosi così fregiare di un doppio regno con l’omologo titolo NWA. Entrambe i titoli sono stati poi difesi contro Koji Kanemoto il 30 Ottobre, dimostrando finalmente una scelta intelligente in casa NJPW, ovvero quella di non trasformare il tigrotto nero in una comparsa nell’ormai fin troppo annunciato e mai partito “Tiger Boom” del terzo millennio.
Ultimo e più importante fatto di questi mesi, l’acquisto della Yuke’s di più della metà delle azioni della NJPW direttamente da Antonio Inoki, che dopo più di 30 anni di fatto si trova ad non essere più il padre padrone della sua creatura. Gli effetti positivi che tutti si aspettano è una netta diminuzione dei cosiddetti capricci “inokiani” , quindi si spera di non vedere più tristi teatrini finto-MMA e amici del mascellone a prendersi a passarsi il titolo come ci si passa una “professionista dell’intrattenimento” un una festa di addio al celibato. La questione fa comunque riflettere molto sullo stato di salute della NJPW, fino a quel momento considerato un solido colosso economico, chiedersi quali siano state le scelte sbagliate inanellate in questo ultimo periodo, ci hanno detto che era tutta colpa dei freelance impiegati troppo spesso negli show anche meno “importanti”, ma credo che abbiano perso molti più soldi venendo qui in Italia senza un adeguata promozione abbagliati chissà da che cosa, che pagando Takayama e Minoru Suzuki. Forse ha ragione Kusama, Inoki ha speso tutti i soldi per le batterie Toukon che non si scaricavano mai…


(Riki Choshu : salvatore
o distruttore?;La Yuke’s prende il controllo della NJPW)
Forse la signora Baba avrà sorriso un po’ nel vedere il suo eterno rivale mollare la presa dopo anni in cui davano tutti per fallita la sua cara AJPW, ma è una risata amara infatti ha pochi motivi per essere felice.
Per la terza volta nella sua 30ennale vita la AJPW vede nascere una federazione in seguito ad uno scisma, per primo fu Genichiro Tenryu agli inizi degli anni ’90 con la SWS, nel 2000 fu il turno di Mitsuharu Misawa e della NOAh che si portò via tutto il roster, adesso lo scisma arriva a livelli dirigenziali, infatti i due manager Aoki (che lasciò la New Japan con Muto nel 2002) & Takahashi dopo aver lasciato la federazione hanno deciso di mettere su un ambizioso progetto chiamato “King’s Road”, con l’arduo compito di riportare in vita lo stile imposto da Giant Baba nell’epoca d’oro della AJPW, a loro dire non degnamente rappresentato in nessuna federazione giapponese (allora la NOAH fa comedy?). In realtà di vera fed non si tratta, ma di qualcosa simile alla DragonDoor, si limiterà ad organizzare eventi con una certa regolarità impiegando di volta in volta wrestler diversi senza contratti esclusivi, firmati per primi da Kazushi Miyamoto, Genichiro Tenryu & Toshiaki Kawada (anche se non ufficialmente), tre AJPW True Born fino al midollo che forse non si riconoscevano più nella conduzione Mutoh.
Ma le cattive notizie non si fermano qui, Jamal ha deciso di tornare nella WWE dopo più di 2 anni di successi e soddisfazioni nel RO&D (molto probabilmente per tornare a fare la macchietta con Rosey) , la FEG invece reclama Akebono nel K-1, per sfruttare l’onda lunga del suo piccolo successo nel pro-wrestling. A questo si aggiunge la decisione ancora da confermare di Kensuke Sasaki e co. di non lottare più frequentemente alla corte di Mutoh. Come risultato finale avremo una All Japan mutilata di alcuni cardini importanti che gli hanno permesso di sopravivere al post-Kawada, in più la cosa più tangibile già da adesso è che Satoshi Kojima non avrebbe più avversari per la Triple Crown e non si potrebbe nemmeno pensare ad un cambio a favore del giovane Kohei Suwama per non andare incontro ad un'altra ben più complessa situazione di povertà di avversari. In questo casotto non indifferente è saltato anche il prossimo evento WRESTLE-1, evento organizzato dalla FEG in ambigua collaborazione con la BIG MOUTH LOUD di Akira Maeda, che a dire la verità non ha partecipato attivamente nemmeno al secondo show (capirai ha solo due wrestler sottocontratto ,Murakami & Shibata). L’evento che avrebbe visto la parte finale del GP è stato rimandato a data da destinarsi proprio a causa dei problemi interni alla AJPW, considerando che tra i finalisti c’era anche Jamal devono sbrigarsi a mettere su sto show, se no saranno costretti all’ennesimo cambio in corsa in questo torneo sempre più farlocco.
In termini di wrestling lottato la novità più importante è stato l’innesto dei Dudley Boyz, opss…del Team 3D, D-Von & Bubba Ray , nuovi idoli della categoria tag, mentre si conferma ancora il già citato successo del buon Akebono che al fianco di Mutoh ha formato uno dei tag team con maggiore successo del panorama giapponese di questa ultima frazione di 2005. I due tag team si sono sfidati nella finale del Real World Tag Team ’05, che ha sorriso al duo americano che adesso potrà puntare ai titoli di coppia AJPW detenuti da Kea & Jamal, dopo aver dominato la manifestazione senza subire una sconfitta.
Satoshi Kojima ha difeso la Triple Crown il 18 ottobre contro Giant Bernard sconfiggendo così finalmente la sua seconda bestia nera dell’anno dopo aver fatto lo stesso con Jamal, infine il 19 Novembre ha sconfitto il freelance più forte del Giappone Kensuke Sasaki. Gran cerimoniere della serata Stan Hansen, molto dimagrito e ovviamente invecchiato, nella sfida che poteva essere intitolata “chi ha il lariat più potente?”, ed è stato proprio un “laccio californiano” a chiudere la contesa a favore del campione in carica. Il match deve aver fatto un po’ dispiacere il povero Baba dall’alto dei cieli, infatti il titolo per eccellenza della “Royal Road” messo in palio in una sfida di chiaro stampo “Strong Style” made in NJPW, risultato ovvio se metti nel ring due discepoli di Inoki e Fujinami. Molta enfasi quindi alle submission e al mat wrestling, striking giusto il necessario con un accenno di chop fight nettamente dominato da Sasaki, spazio anche per alcune manovre aeree dove spicca un bel volo sempre di Kensuke dalla terza corda verso l’esterno del quadrato. Nel finale scambio di power moves e lariat, viene raggiunto il giusto climax emozionale e la vittoria di Kojima arriva tra gli urli della gente. Match qualitativamente ottimo, la migliore difesa al momento del regno, Kojima si conferma il miglior campione dell’anno, un campione dal volto umano che non ha “paura” di perdere i non title match e di sudarsi le difese.
Esattamente il campione che servirebbe alla NJPW per risollevarsi (chi ha detto Tenzan? Nagata? Nakamura?)
Nella stessa serata perla trash la sfida tra Great Muta e Great Ruta (TARU), ormai il vecchio demone ninja sembra essere diventato sinonimo di match dal dubbio gusto , tecnicamente parlando, e della più totale bizzarria “hardcore”. Insomma se Mutoh per le sue ben note limitazioni fisiche dovute ai problemi alle ginocchia si barrica dietro a “lagnose” prese a terra prima del flusso a manetta di Shining Wizard, Muta usa poison mist e sediate, con risultati non proprio uguali. Il leader dei Voodoo Murders , TARU aveva già in passato vestito la gimmick di Ruta, già nella Toryumon mentre il 21 Agosto aveva debutto in AJPW affrontando Keiji Mutoh, la situazione si è replicata con l’intervento della stable a favore del loro capo ed intervento di Akebono in favore del suo amico pelato, con la differenza che questa volta ad intervenire è stato Great Bono (il più grasso demone ninja della storia) che dispensando una chokeslam a Ruta a permesso a Muta di chiudere con il classico Moonsault. Ultima nota di colore, la theme di Muta è tornata ad essere quella dei tempo della NJPW.
Il regno di TAKA Michinoku come campione AJPW jr. si è chiuso dopo 12 difese a solo due dal vecchio record di Masa Fuchi, il passaggio titolo a favore di Shuji Kondo ha segnato la morte prematura dalla rivalità a distanza con Tiger Mask IV, che come avete letto su ha perso a sua volta il titolo IWGP jr. La musica non cambia comunque, come era chiaro nel regno di TAKA che l’AJPW Jr. era diventato ormai un titolo errante nel variegato mondo delle indie giapponesi, la prima difesa di Kondo è stata fatta contro Taiji Ishimori il 24 Novembre in uno show della DragonDoor.


(D-Von & Bubba Ray
brutalizzano il povero Kikutaro; Mutoh vola ancora!!)
Dopo aver affrontato due situazioni problematiche dal punto di vista societario, parliamo della federazione più solida del main stream nipponico, la NOAH, che riesce a far parlare di se solo grazie a quello che avviene sul ring. Iniziamo parlando dell’impatto che Genichiro Tenryu ha avuto sulla federazione quest’anno, dando vita ad una serie di dream match aspettati per più di dieci anni. Partiamo dal 28 Ottobre con il titanico match a squadre che ha visto l’inedito trio composto da Kenta Kobashi, Jun Akiyama & Genichiro Tenryu affrontare e sconfiggere Takeshi Rikio, Mitsuharu Misawa & Akitoshi Saito. Il match è stato l’antipasto di quello visto il 5 Novembre tra Misawa e Tenryu il 5 Novembre, con il “Don” che ha vendicato il picciotto Ogawa della sconfitta subita questa estate a Destiny. Akiyama nell’inedito ruolo di paciere tra Kobashi e Tenryu che non hanno digerito molto il fatto di essere compagni di squadra arrivando spesso al contatto fisico. Il povero Rikio ha fatto un po’ da vittima sacrificale della situazione subendo una sequela di impressionanti mazzate tra i due poco amichevoli compari di tag, mentre il mastodonte Saito ha dimostrato che per lui c’è un futuro da campione.
Nella stessa serata si sono laureati campioni di coppia Mohammed Yone & Takeshi Morishima ai danni della strana coppia Minoru Suzuki e Marufuji dopo più di mezz’ora di lotta, sangue e sudore. Purtroppo dopo la prima difesa contro KENTA & Katsuyori Shibata , anche questa archiviata verso la mezz’ora, Yone ha subito alcuni problemi fisici che lo terranno lontano dal ring almeno fino a Natale.
Il 5 Novembre, oltre al match bruttarello tra Misawa e Tenryu, è stato il teatro del secondo atto dalla sfida tra Sasaki e Kobashi, anche se questa volta accompagnati dai loro rispettivi pupilli Nakajima e Go Shiosaki in un tag match. Le botte ci sono state anche qui, ma ovviamente il match di Luglio rimane ancora lontano e così lo sarà almeno fino alla prossima sfida in singolo, comunque questa volta la vittoria ha sorriso a Kensuke che si è accontento di schienare Shiosaki. Nel main event il titolo è passato dalle mani del giovane Rikio a quelle del veterano Akira Taue, che sta vivendo una vera e propria secondo giovinezza in termini di popolarità
Il piccolo Baba ha portato così a casa il suo secondo titolo importante della carriera, dopo la Triple Crown conquistata nel 1996, vincendo un match dove ha largamente dominato ed ha avuto il pubblico tutto dalla sua.
Ha dato fondo a tutto il suo repertorio compresa la suicide dive, che fatta da questo simil Baba ha sempre il suo effetto, chiudendo con la classica “Ore Ga Taue”. Si chiude così il regno dell’uomo che sconfitto Re Kobashi, un regno amaro che nonostante tutto il suo impegno non ha mai goduto dei favori della gente, unica soddisfazione è che Rikio non ne esce completamente bocciato ma rimandato a tra qualche anno sperando in una più completa crescita tecnica oltre che carismatica.
Altro titolo ad aver cambiato campione è l’enigmatico GHC Hardcore Openweight, che di Hardcore ha solo il nome, che è passato dalla mani di Yone a quelle dell’ex ECW Scorpio, mentre i due titoli junior sia singolo che di coppia restano stretti alla vita dei rispettivi detentori.
“Kobashi goes to America”, o forse sarebbe meglio dire “NOAH goes to The World” infatti in questi mesi abbiamo visto gli atleti di questa federazione impegnati dagli Stati Uniti all’Europa, con una linea diretta con la Gran Bretagna da dove arrivano molti gaijin negli ultimi tour. L’escursione americana di Kobashi ha fatto parlare di “Kobashimania”, infatti come giustamente notato da qualcuno nel match contro Samoa Joe alla RoH sembra più essere Hulk Hogan dei tempi d’oro che subiva e poi resuscitava dalla finisher che il Kobashi a cui tutti siamo abituati. Insomma una versione riadattata al pubblico americano del “burning spirit” giapponese, che se si poneva l’obiettivo di far apprezzare alle masse a stelle e strisce ci è riuscito pienamente.
Il debutto americano è
avvenuto comunque nella WLW di Harley Race, dove ha sconfitto il campione locale
il nero Wade Chism in un non title match
il 24 Settembre, il primo Ottobre invece ha dato vita alla tanto discussa sfida
contro Samoa Joe, in questo caso scelta obbligata in fatto di fisico adatto ai
duri colpi del nipponico. La vittoria nonostante qualcuno sia riuscito a
scandalizzarsi è andata al giapponese, e il match trionfalisticamente è stato
definito come il migliore della storia della promotion americana. Non conosco
bene la RoH, ma credo che non sono abituati a queste sfide quindi ci può stare
un’affermazione del genere, ma da un punto di vista prettamente filo-Puroresu
, Kobashi ha dato il minimo sindacale con un avversario che per motivi
“culturali” è più portato a darle che a subirle, emblematica la decisione
di non usare il Burning Hammer. Chiude il piccolo tour americano, il giorno
successivo un tag match tra Kobashi & Homicide contro Joe & Low-Ki, con
scontata vittoria del nipponico sul suo collega alla NOAH.


(Kobashi
“decapita” Nakajima; Akira Taue is the Champ)
Il
2005 sarà ricordato come l’anno delle celebrazioni dello spirito ECW, tutto
partito ovviamente da una mera manovra commerciale della WWE che con il suo One
Night Stand, oltre che a guadagnare una barca di soldi ha avuto il grosso pregio
di far conoscere la leggendaria federazione alle masse distratte. Il nostro buon
Masato Tanaka ha tirato su un bel match contro il mitico Mike Awesome, che
purtroppo sembra soffrire problemi al fegato che non gli permettono di tornare
in azione sul ring della NOAH con cui questa estate aveva firmato un contratto.
I soliti “espertoni” del web americano ci dissero che i due erano in scarsa
forma, senza sapere magari che erano nel pieno dell’attività, come tutta
risposta di due diedero vita quello che verrà forse premiato come uno dei match
dell’anno per questo 2005. La ZERO-ONE MAX ha pagato il suo tributo alla ECW,
ingaggiando Sandman e tirando su il 10 Ottobre un “Remember the E” match
contro Masato Tanaka, nulla di eccezionale ma è stato degnamente celebrato lo
spirito della federazione in poco meno di 10 minuti con la vittoria del
nipponico ex campione ECW.
Sul
fronte titoli Z-1 Max si continua a non capire una mazza, nel vasto parco
cinture con un alto numero di campioni per le sigle più disparate, attendiamo
ancora il Jumbo Tsuruta della situazione.
La DDT continua a prendere in giro la NJPW e Riki Choshu, dove aver “eletto” Riki Sensyu, il clone mignon di Choshu, nuovo chairman della federazione ed avergli affiancato Yugi Nagata (Shoichi Ichimiya) & Nise Yutaka Yoshie (Futoshi Miwa), hanno messo su l’”Epilogue of Sanshiro” chiara presa in giro dell’ “Epilogue of Dragon”, il retirament count down di Fujinami iniziato ma mai finito, ma soprattutto del “Riki Road Final Message 5” del 1998, che segnò il primo ritiro dalle scene di Choshu, anche qui nella serie di 5 match consecutivi è arrivata la vittoria a sorpresa di Danshoku Dino come fu quella di Takashi Iizuka al Dome.
Dino che è riuscito a diventare campione KO-D Openweight sconfiggendo sempre Takagi il 23 Ottobre in una piccola perla di match, che ha avuto i suoi bei momenti comedy con chiare parodie delle sfide tra Steve Austin e The Rock (di cui i due atleti ne sono in parte un parodia). Quindi tra “Cock Bottom” (la Rock Bottom di Dino effettuata con la mano dell’avversario infilata nelle sue mutande) e i Takagi Stunner il match ha raggiunto il suo apice nel finale con una serie impressionante di Danshoku Driver, che anche se fatti con la testa dell’avversario nelle mutande sono sempre dei Piledriver e farne più di uno di seguito è sempre un bel pericolo.
Il 3 Novembre è andato in
scena HUSTLEMANIA, l’evento della DSE che ha premiato i non-wrestler impegnati
nella card. Infatti a strappare più applausi sono stati Laser Ramon HG (al suo
debutto), Yinling The Erotic Terrorist e l’attore drammatico Izumi
Motoya che ha sconfitto in un match farsa Kenzo Suzuki ormai al suo minimo
storico dopo l’esperienza in WWE. Nel
main event Laser Ramon HG, "Captain Hustle"
Naoya Ogawa, & "Hustle Achichi" Shinjiro Ohtani hanno sconfitto
Yinling the Erotic Terrorist, "Monster K" Toshiaki Kawada &
Commander An Jo, con Laser che ha sottomesso la terrorista erotica nella sua
“Hard Gay Triangle Lock”.
Per
quanto riguarda il wrestling “serio” nello stesso show si segnalano i primi
campioni di coppia di HUSTLE, i due ex campioni IWGP, "Hollywood"
Tadao Yasuda & Genichiro Tenryu che hanno avuto la meglio su Masato Tanaka
& Kintaro Kanemura nel decision match che assegnava le cinte. Nei match
d’apertura si notano il ritorno degli Yung Dragons, Kaz Hayashi & Jimmy
Yang, e un vero è proprio “joshi revival”
con Erica (Aja Kong), Margaret & Devil
Masami vs Arisin Z (Ayako Hamada), Blanca X & Jaguar Yokota.


(Tanaka
ricorda i bei tempi della ECW insieme a Sandman; Laser Ramon HG sottomette
Yinling The Erotic Terrorist)
Chiudiamo
con l’edizione 2005 del Tenno-Zan dell’Osaka Pro, forse la più scialba
della storia della federazione priva di presenza importanti provenienti dal
“grande giro”, come El Samurai o Gran Hamada negli anni passati, che ha
visto Super Dolphin già campione Osaka Single sconfiggere Touru Owashi.
Con
questo è tutto, rinnovo l’invito a scrivere al mio indirizzo mail crosswizard@email.it
per domande, richieste e chiarimenti. Un saluto particolare a chi scrive con
regolarità sul forum, a chi “allarga l’amore per il puroresu” ogni
giorno, al mulo ingroppato, al pesce pescato e al gasteropode di turno. Alla
Prossima
Byz
Giovanni Vinci
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