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COMMENTI SULLA MORTE DI BRUISER BRODY

Si è deciso di scrivere questi commenti, ed a tal proposito ringraziamo sia Noé che Roberto e chiunque voglia aggregarsi in seguito, per la disponibilità, per onorare a più di 10 anni dalla sua scomparsa "Wildman" Bruiser Brody, forse negli anni gli abbiamo dedicato troppo spazio nei nostri articoli, di Brody avremo visto non piú di venti match, forse pochi (qualcuno direbbe troppi, vista la difficoltà di reperire materiale giapponese…), per noi sono stati abbastanza per affezionarci a questo personaggio, al guerriero Bruiser Brody. Insieme a questi commenti sulla tragedia che purtroppo lo ha visto protagonista, come introduzione, abbiamo deciso di inserire la risposta ad una mail scritta a Dutch Mantell, che non dice nulla di nuovo, anche se dalle sue parole si capisce ancora oggi che è rimasto segnato dalla vicenda.

DOMANDE DI PAOLO  E ANDREA

Hi Mr. Mantell,
We are webmasters of Tuttopuroresu.com, first Italian website about
Japanese wrestling. In one of our article we speak about Bruiser Brody's
tragedy. We read and translate your article, could you send us an opinion
about Brody ? Is it true that he was a wildman in real life ? What are the
motivation of Invader's aggression ?
Sorry for our bad English.
Thanks a lot for your kind.

Bye
Paolo & Andrea Lanati

RISPOSTA DI DUTCH MANTELL

Paolo...
First off I don't know of which article you're speaking of.  There's been
several all of which are fictitious except one. I think all thats been said
about Bruiser Brody has been said and thats enough.
Wish I could be of more assistance but at present...thats the way it is.
Dutch


COMMENTO DI PAOLO E ANDREA LANATI

Chi segue il wrestling in modo superficiale, forse non era a conoscenza dei risvolti riguardanti la morte di Bruiser Brody, eppure di wrestling si può anche morire, non solo perché ci si imbottisce di steroidi. Purtroppo noi tutti che siamo attenti alle gimmick, agli angle, ai match ed allo spettacolo, non immaginiamo minimamente ciò che avviene nel backstage (non quelli televisivi visti nella WWF o nella WCW, quelli veri), e l’importanza di tutto questo. Infatti abbiamo visto come un wrestler per divergenze con il booker possa anche venire ucciso. Il wrestling è fatto di ragazzi dal cuore d’oro (che, a volte purtroppo, per debolezza caratteriale, finiscono male) e di gente pronta a sfruttarli. Quello di Brody è l’esempio più eclatante, ma non pensate che McMahon non abbia sulla coscienza Owen Hart, o le attuali condizioni fisiche di Davey Boy Smith, Dynamite Kid e Roaddogg Jesse Jammes (fa piacere a tutti far finta che non sia un drogato). E il gruppetto di booker di cui facevano o fanno ancora parte (non si capisce nulla nella WCW) Hogan e Nash ? Non furono in parte responsabili dei decessi di Renegade e Bobby Duncum Jr.? Questo articolo potrebbe essere tranquillamente intitolato: "Booker: diritto di vita e di morte". Senza andare troppo fuori tema spieghiamo chiaramente il perché di queste affermazioni: Bruiser Brody all’epoca era una stella di prima grandezza, per capirci, ora Mick Foley non ha ancora raggiunto la fama ed il rispetto che Bruiser Brody ha conquistato in quegli anni, egli incarnava il personaggio del selvaggio sia dentro che al di fuori del ring. Le opinioni dei booker su di lui erano contrastanti, a causa della fama di ribelle che si era creato, era solito non firmare contratti prolungati con le federazioni per le quali combatteva, mettendo così in crisi i booker stessi che avrebbero voluto creare storylines di una certa durata, invece si dovevano accontentare di ciò che Brody proponeva loro, senza contare il rischio di shoot al quale si andava incontro in alcuni suoi match, famoso quello con un giovane Lex Luger, durante il quale Brody ad un certo punto non vendette più alcuna mossa. Ebbene Invader I, colui che uccise Brody, era il booker, con Carlos Colon, della World Wrestling Council, e sembra che la causa principale dell’omicidio sia stata proprio un problema di angle. Altri per comodità parlano addirittura di omicidio politico, visti i rapporti tesi tra Stati Uniti e Portorico e viste le scarse cure prestate a Brody dopo l’aggressione.

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Nella foto Jose Gonzalez, alias Invader I

Tanti associano il nome di Brody al personaggio interpretato da John Nord nella WWF, chiamato prima The Viking e poi The Berzerker (che Dan Peterson traduceva come pazzoide), su questa gimmick sono giá state scritte alcune considerazioni riguardanti l’odio di McMahon nei confronti di Brody, noi pensiamo che, conoscendo Vince, si possa tranquillamente abbassare a delle cattiverie del genere, tipo offendere la memoria di Brody, proponendo una gimmick irriverente di questa stella del ring, peró tralasciando questo argomento vi regaliamo una chicca: anche la NJPW all’epoca delle trasmissioni su Eurosport (si parla del 1995) provó a riproporre il personaggio di Bruiser Brody, con il nome di Ron Power, aveva il costume e gli stivali identici a quelli di Brody, era un po’ piú basso ed aveva la barba ed i capelli molto folti, imitava molto bene Brody sia nei gesti che nelle mosse, nell’incontro visionato ci era sembrato abbastanza agile e capace, peró chissa perché poi svaní nel nulla, forse la figura di Brody era cosí mitica che ai giapponesi sembró un’offesa riproporla anche se in toni seri e non clowneschi come nella WWF.

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Nella foto, The Berzerker.

Noi preferiamo lasciar da parte gli emuli di Brody, bravi o meno bravi che siano, e ricordarlo come uno dei personaggi più rivoluzionari del wrestling in tutti i sensi, una specie di Che Guevara di questo sport, in cui pochi hanno saputo parlare quando si calpestavano i diritti dei wrestlers, oltre a Brody, in tal senso, ricordiamo solo Satoru Sayama (cacciato dalla NJPW nel momento di massimo splendore), Dynamite Kid (tecnicamente non è stato mai licenziato, ma solitamente abbandonava le federazioni per torti veri o presunti che riteneva d'aver subito, soprattutto quando di mezzo c'erano i soldi), Akira Maeda (cacciato anch’egli dalla NJPW per indisciplina, vedi shoot con Andre The Giant e Riki Choshu), Ryuma Go (altro indisciplinato della NJPW) e Sergeant Slaughter (cacciato dalla WWF perchè aveva manifestato l’intenzione di fondare un sindacato dei wrestlers), tutti che hanno pagato con le loro carriere, la difesa dei loro diritti. Brody faceva davvero paura quando saliva sul ring, purtroppo quel giorno in Portorico si è trovato di fronte una persona senza scrupoli, che, armato, ha posto fine alla carriera ed alla vita di uno dei più grandi personaggi della storia del wrestling.

Salutiamo Brody con il saluto che egli era solito utilizzare quando saliva sul ring: "USH ! USH ! USH !"

COMMENTO DI NOE' CHERUBIN

Terminato di leggere l'articolo, sorgono parecchi quesiti, perché Brody è stato ucciso ? Perché il suo assassino non ha ricevuto la giusta condanna ? Perchè la giustizia che dovrebbe essere uguale per tutti, varia a seconda di quanto una persona sia famosa o ricca ?
La gimnick che Brody interpretava sul ring non era solo finzione, rappresentava anche se stesso, il suo essere originale, anticonformista,  indipendente,il voler sottostare solo alle sue regole. Comportamenti questi, che di sicuro non piacevano a molti e gli crearono molte antipatie, ma che gli diedero il rispetto di altrettante persone. Era un personaggio vero, di quelli che le cose te le dicevano in faccia, belle o brutte che siano; cosa che oggi, invece avviene molto raramente, quasi ci fosse una regola che dice quando siamo faccia a faccia siamo amiconi, poi alle spalle se posso ti frego. La sua fine dimostra che anche nel "nostro" sport spettacolo che tante persone entusiasma, che lancia messaggi di amicizia e lealtà, esiste un lato oscuro, fatto di antipatie , ritorsioni, persone che sbandierano una purezza che poi si rivela solo di facciata, solo un modo di apparire. Come è possibile che nel wrestling, dove il saper vendere una mossa (e quindi fingere), è una delle prime qualità che deve avere un atleta, ci siano sotterfugi, antipatie, odio, invidie, tali da arrivare ad uccidere. Sicuramente non sapremo mai cosa ha mosso la mano di Gonzales, perché la giustizia falsa del suo paese ha voluto che così fosse ( le notizie che ho sul processo dicono che c'era ben più di un motivo per il suo annullamento ), però ricorderemo sempre un atleta, ma forse di più una persona vera e sincera, in un mondo che sembra essere sempre più falso ed ipocrita. USH USH USH USH USH

COMMENTO DI ROBERTO AMATO

Conosco benino la tragedia di Bruiser Brody. Ne venni a conoscenza ormai tanti anni fa, molto gradualmente, spulciando le Apter Magazines. Bruiser Brody, io, me lo ricordavo molto bene, era rimasto fra i ricordi piu’ indelebili delle telecronache di Fusaro. Questo gigante era scatenato, forte e violento, ma anche molto agile nelle sue mosse devastanti. La pronuncia errata del vecchio Tony (solito chiamarlo Braiser invece che Bruser) rieccheggiava ancora nelle mie orecchie di tanto in tanto, e fu cosi’ con stupore, misto a grande amarezza che appresi, dapprima da una delle pionieristiche riviste italiane, di questa sua brutta fine. Col tempo arrivarono spiegazioni piu’ dettagliate, testimonianze importanti e pareri illustri a confermare quella che e’ ormai la teoria più condivisa, e cioè che quello che la giustizia locale sanci’ essere un tragico caso di difesa personale, fu in realta’ qualcosa di piu’ grosso e molto meno chiaro. La conferma piu’ attendibile mi arrivò quando mi capitò di conoscere in Inghilterra una simpatica ragazza portoricana, che mi disse che Carlos Colon era un grande amico di suo padre, e che conosceva Tio Carlito molto bene! L’affermazione si rivelo’ essere fondata, e non la solita bomba tirata agli stranieri, quando mi arrivarono delle foto con dedica dell’eroe portoricano. Ebbene, questa ragazza, anche se all’epoca dell’assassinio aveva solo 9 anni, sapeva bene chi era Bruiser Brody. Nno sapeva pero’ molto di piu’, perche’ il padre le aveva detto che era stata proprio una brutta vicenda, di cui avrebbe fatto meglio a non interessarsi troppo, per il proprio bene.
Non ne trassi molto, ma forse ne trassi anche troppo.

Un saluto,
Roberto Amato


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