KEIJI MUTOH

 Vero Nome : Keiji Mutoh

 Data di Nascita : 23 Dicembre 1962

 Città : Fuji Yoshida City, Yamanishi (Giappone)

 Altezza : 188 cm

 Peso : 110 kg

 Debutto nel Wrestling : 5 Ottobre 1984 (vs Masa Chono)

 Altre Identità : White Ninja (WWC), Black Ninja (WWC), Super Ninja (WWC),
 The Great Muta (NWA, NJPW, WCW,AJPW, RoH, RCW), Kokushi Muso (NJPW-  AJPW, ZERO-ONE)


LA STORIA

Keiji Mutoh è certamente uno di quei wrestlers proiettati nel panteon delle leggende di questa disciplina, alle sue spalle infatti c’è una grandissima una grande carriera che lo portano di diritto ad ambire allo stato di “immortale del ring”. Parlando di lui si deve per forza nominare il suo “alter-ego malvagio”, The Great Muta, uno dei personaggi di maggiore successo del business, che nonostante sia stata una gimmick a suo modo derivata da un altro personaggio (Great Kabuki), vanta una lunga serie di imitazioni e cloni più o meno autorizzati.
Di lui verrà ricordato il suo debutto nella NJPW, il suo feud con Sting nella NWA, il ritorno in patria con una lunga serie di trionfi, l’ nWo Japan fino al periodo attuale nel quale guida con alterna fortuna l’AJPW, storica federazione nipponica fondata da Giant Baba.
Allenato nella New Japan Pro-Wrestling Academy dal leggendario Hiro Matsuda (lo stesso che si occupò della preparazione di Hulk Hogan al pro-wrestling) e da Tatsumi Fujinami, uno dei migliori prodotti di quella annata che fu il 1984 per la NJPW, debutta il 5 Ottobre 1984 contro Masahiro Chono, anche lui al suo primo match ufficiale. Questi due al fianco di Shinya Hashimoto, formeranno i “3 Moschettieri” della NJPW degli anni ’90, tre giovani talenti pronti a prendere il posto delle vecchie leggende ormai sul viale del tramonto.
I primi anni nella NJPW non sono nulla di particolarmente esaltante, ha la possibilità di lottare al fianco di Tatsumi Fujinami in occasione della NJPW Japan Cup Tag Team League '86, e di trovarsi nel ring insieme alle “giovani promesse” del pro-wrestling internazionale di allora, Keiichi Yamada (Jushin Liger), Chris Benoit e Owen Hart. Il primo titolo conquistato è l’IWGP Tag Team in coppia con Shiro Koshinaka il 20 Marzo 1987, battendo nella finale del torneo per l’assegnazione del titolo, Akira Maeda & Nobuhiko Takada. Il titolo viene perso poi nel rematch svoltosi una settimana dopo all’Osaka Castle Hall. Qui si conclude il primo stint nella federazione di Inoki. Keiji fu spedito all’estero con il compito di ritornare in Giappone come un campione.
Porto Rico con la WWC (World Wrestling Council) di Carlos Colon, è la prima tappa del percorso formativo del giovane Mutoh, proprio qui vengono lanciate le basi per la creazione del personaggio di Great Muta. Sotto le spoglie di “Ninja” (in tutte le sue varianti Super, Black, White etc..) vince i titoli WWC Portorican Title e il WWC Tv Title rispettivamente ai danni di Miguelito Perez ed Invader I, e partecipa a veri bagni di sangue contro leggende del calibro di Carlos Colon, Abdullah the Butcher e Bruiser Brody. La sua fama valica i confini americani, arrivando quindi a lavorare per la NWA Florida, ed anche qui ottiene un successo importante sotto le spoglie di White Ninja vincendo il titolo pesi massimi da Barry Windham, titolo da cui verrà poi spogliato una settimana più tardi dopo che un filmato dimostrò che la vittoria fu ottenuta con l’utilizzo di mosse proibite.
Nello stesso periodo inizia a fare coppia con The Great Kabuki, nel tag team dei “Rising Sons” sotto la guida del manager Gary Hart. L’allora promoter della NWA, Jim Crockett, aveva una nuova generazione di stelle da anteporre al dominio WWF, i cui maggiori esponenti erano Sting e Lex Luger ; il secondo era in feud contro Ric Flair per il titolo mondiale, Sting invece era senza un valido antagonista, penso quindi di mettere sotto contratto Keiji Mutoh, per dare vita ad uno delle più famose rivalità del “business”.

L’arrivo nella NWA, coincide con la nascita di Great Muta, “il figlio” di Great Kabuki e come il suo “genitore” porta un face-paint che ricorda quello degli attori del teatro tradizionale giapponese e sputa la “Poison Mist”, la misteriosa nebbiolina verde, prima di iniziare ogni match e soprattutto negli occhi del mal capitato avversario per accecarlo.
Ma cosa rappresenta questo personaggio? Lo stesso Mutoh ha dato diverse interpretazioni sulla natura del suo alter-ego, possiamo dire che ci sono stati vari Muta, quello degli esordi è semplicemente un ninja, i mitici assassini silenziosi nipponici, in seguito si è “evoluto” in uno stregone prima in un demone poi, senza contare poi le versioni “Mecha Muta”, “Spider Muta”, “Jason Muta”, “Darth Muta” ispirati a diversi film rispettivamente “Mecha Godzilla”, “Spiderman”, “Jason-X” e “Star Wars” ed infine la versione “non-morta” di Darkness Muta.
Variazioni sul tema a parte, in Giappone Mutoh e Muta vengono quasi considerati due identità distinte, come se si stesse parlando di due wrestlers differenti, perché se il primo è sempre stato un atleta molto tecnico dallo stile pulito, diciamo un “face old-school”, il secondo è sempre stato molto più “brawl” sfociando spesso nell’hardcore, con forte utilizzo di scorrettezze ed oggetti contundenti.
Il debutto in NWA della “Pearl of Orient”, avviene in coppia con un altro cliente di Gary Hart, The Dragon Master (Kendo Nagasaki), ma non ci volle molto per dare vita alla tanto auspicata rivalità con Sting.
Il loro primo match importante, il 23 Luglio 1989, al Great American Bash, vede Sting campione NWA Televison, affrontare Muta, che fino a quel momento non aveva conosciuto sconfitta dal suo debutto. Tutto si conclude in un “no-contest” con entrambi i wrestler al tappeto; il successivo 3 Settembre, si svolge il rematch per determinare chi fosse il campione, a vincere è il giapponese.

La vendetta di Sting si consuma ad Halloween Havoc, il 29 Ottobre 1989, con il tag-team cage match che vede Sting & Ric Flair battere Muta & Terry Funk. Vittoria abbastanza “sporca”, visto che Arn Anderson che accompagnava l’amico Flair, colpisce Gary Hart a bordo ring, facendo volare via l’asciugamano che aveva in mano, che l’arbitro, il leggendario wrestler Bruno Sammartino, considera come gesto di resa. Contrariato dal risultato, il nipponico sfoga la sua frustrazione sul povero Funk, ironia della sorte salvato poi dai due avversari.
Nonostante questo “incidente”, la sua fama di “monster heel” si accresce sempre più, vanificando ogni tentativo di rivalsa di Sting, e non incassando ancora nessuna sconfitta, almeno fino a Starrcade ’89, dove va in scena l’Iron Man Tournament.
Sting, Lex Luger, Great Muta e Ric Flair (campione NWA World Hevyweight) si sfidano in un girone “all’Italiana” : ogni wrestler affronta un avversario alla volta, chi alla fine totalizzava il maggior numero di vittorie vinceva il torneo, se a vincere è uno tre sfidanti si guadagnava una title shot per il titolo NWA, se a vincere è lo stesso campione, nessuno dei tre poteva essere il prossimo first contender di Flair.
Il torneo inizia male e finisce peggio per Muta che perde la sua imbattibilità contro Flair nel primo match, subisce la rivincita di Sting nel secondo e nel terzo viene squalificato dopo aver sputato il Poison Mist negli occhi di Lex Luger, mentre questo tentava un Torture Rack.
Dopo aver perso la sua imbattibilità, fu il turno del suo titolo, il 20 Gennaio 1990 Arn Anderson, grazie a Ole Anderson e Sting, si laurea NWA TV Champ alle spese di Great Muta. Il 6 Febbraio seguente, avviene l’incredibile durante il main event di “Clash of the Champions X”, che vedeva Ric Flair, Arn Anderson, & Ole Anderson sfidare The Great Muta, The Dragon Master & Buzz Sawyer in un cage match. Il pubblico odiava Flair e gli Horsemen che avevano appena cacciato via dalla stable Sting, lo stesso sentimento provava per Sawyer, indifferenza totale per Dragon, in questa strana atmosfera di sfida tra “heel”, ecco Muta entrare nel ring dando il cambio al suo compagno, e la folla esplodere in un urlo di approvazione, di fatto era diventato lui l’eroe di questa sfida tra cattivi anche se purtroppo non sarà il suo team a vincere.
Si chiude così la parentesi americana di Mutoh, che può così tornare a casa acclamato come un eroe.

  

Keiji Mutoh fa il suo ritorno il Giappone nell’Aprile del 1990, mettendo da parte la gimmick di Muta per il momento. Il suo match di “bentornato” contro Masahiro Chono, si conclude a suo favore, ma nonostante ciò i due diventano alleati ed insieme conquistano i titoli IWGP di coppia, regno che durò ben sette mesi prima di essere detronizzati da Hiroshi Hase & Kensuke Sasaki.
Nel 1990 Mutoh partecipa tra l’altro al “Inoki 30th Wrestling Anniversary” battendo Ricky “The Dragon” Steamboat, e al Pat O’Conner Memorial International Tag Tournament, in coppia con Mr.Saito nel Team Japan, dopo aver sconfitto il Team New Zeland e il Team URSS, vennero eliminati dagli Steiner Brothers, il Team USA, in entrambi le occasioni vestiva la gimmick di Muta.
La rivalità con Hase diventa subito una delle più violente della storia della NJPW, anche Great Muta ci mise lo zampino, in un match molto violento che si conclude in un vero e proprio bagno si sangue, che concluse il feud tra i due. Nel frattempo, Mutoh partecipa al primo G-1 Climax della storia, raggiungendo la finale dove però viene sconfitto da Masahiro Chono, nel match che sancisce l’inizio della nuova era dei “3 Moschettieri”, che si riunirono sul ring per gridare il mitico motto di Inoki, “1…2…3…DA!”. Il sodalizio con l’ormai ex-nemico Hiroshi Hase, diventa una dei tag team più vincenti della federazione basti pensare che oltre l’IWGP Tag-Team Title, conquistato la prima volta contro Rick Steiner & Scott Norton (che sostituiva l’infortunato Scott Steiner), vinsero il torneo NJWP Super Grade Tag League, per ben due anni di seguito.
Bam Bam Bigelow e Vader gli strapparono i titoli tag, questo gli permise di concentrarsi sulla sua carriera in singolo, partecipando alla seconda edizione del G-1 Climax, che metteva in palio il titolo NWA Heavyweight lasciato vacante da Flair al suo passaggio in WWF. Dopo aver eliminato Barry Windham e Steve Austin, si vede l’accesso alla finale negato da Chono, che andrà poi a vincere la cintura battendo Rick Rude. Tornando a Vader, Mutoh molto probabilmente è stato il primo atleta a sopravvivere alla Vader Bomb, in un single match svolto nel Giugno di questo anno. Il 16 Agosto 1992, Great Muta ottiene la sua prima vittoria importante sul suolo patrio, sconfiggendo il leggendario Riki Choshu, portandosi a casa i titoli IWGP Heavyweight & WWF Martial Arts (titolo che renderà inattivo subito dopo). Il primo regno da campione IWGP dura più di un anno, dopo averlo difeso contro Shinya Hashimoto, Scott Norton e Sting, il 4 Gennaio 1993 lo unifica al titolo NWA Heavyweight, battendo Masahiro Chono al NJPW/WCW Super Show 3 in Tokyo. Il titolo NWA rimarrà alla sua vita fino al 21 Febbraio, quando a WCW Super Brawl III è costretto a cederlo a Barry Windham. Non ha la stessa fortuna il tentativo di agguantare il titolo mondiale WWF, a NJPW Wrestling Dontaku ’93, dove affronta Hulk Hogan per il WWF World HeavyWeight Title, da poco conquistato a Wrestlermania 9. In un match abbastanza solido ed intenso, l’Immortale spolvera la sua finisher nipponica, la Axe Bomber per stendere il ninja. In seguito i due fanno coppia per sconfiggere gli Hellraiser (Hawk & Kensuke Sasaki), ed Hogan sconfiggerà “anche” Keiji Mutoh in Settembre. Il “padre”, Great Kabuki fa la sua apparizione in NJPW nell’Estate dello stesso anno, tentando anche di strappargli il titolo IWGP, perdendo però per squalifica, ed infine subendo una netta sconfitta al primo round del G-1 Climax ’93, da parte di Keiji Mutoh, che prosegue il suo cammino fino alla semifinale, dove viene sconfitto da Tatsumi Fujinami.
Da notare come ogni match tra Muta e Kabuki finisca sempre in un bagno di sangue, con la testa del povero “genitore” ridotta ad una fontanella di sangue.
A Settembre, Muta perde il suo titolo contro Hashimoto, e per Mutoh significa il suo ritorno alla categoria tag, dove ritorna a fare coppia con Hase, ed a vincere titoli e tornei.
Battendo Scott Norton & Hercules Hernandez, vincono il Super Grade Tag League 1993, replicando l’anno successivo e vincendo i titoli di coppia IWGP, l’11 Dicembre 1994 alle spese degli Hellraisers, resi poi vacanti mesi dopo per dedicarsi interamente alle competizioni in singolo. Il primo Maggio del 1994 ha l’enorme onore di inaugurare l’ Inoki Final Countdown, venendo battuto dal leggendario Antonio Inoki nel primo match della serie che lo porterà al suo ritiro dal wrestling lottato.
Arriviamo al 1995, l’anno che segna la sua prima vittoria nel G-1 Climax, ricordiamo che a quell’edizione prese parte anche Flair, e il suo secondo regno da campione IWGP Heavyweight (entrambi ai danni di Hashimoto). Viene seguito lo stesso “copione” del regno di Muta, dopo tre difese favorevoli, il 9 Ottobre 1995, unifica il titolo IWGP con quello UWFi battendo Nobuhiko Takada. Altra “curiosa sfida” per Muta, che in questo 1995 diventò il primo wrestler in terra nipponica a schienare il gigantesco El Gigante (Giant Gonzales in WWF), dopo solo 8 minuti di lotta.
Il doppio regno viene spezzato dallo stesso Takada, il 4 Gennaio 1996, inaugurando un anno molto incolore rispetto al precedente : riesce solo a racimolare 4 punti nella fase preliminare del G-1 Climax, classificandosi penultimo nel suo girone negandosi quindi la finale.
Il 16 Luglio in coppia con Sting ha la meglio su i Road Warriors, da poco riformati con il ritorno di Animal sulle scene, il giorno dopo subisce la sconfitta in team con Satoshi Kojima & Riki Choshu da parte di Animal, Hawk & Power (Kensuke Sasaki).
Keiji Mutoh & Rick Steiner dominano la Super Grade Tag League ’96, ma vengono beffati in finale da Shinya Hashimoto & Scott Norton in finale.
Di questo 1996 sono da ricordare la sfida tra il demone Muta e il monaco Shinzaki Jinsei, di ritorno dall’esperienza WWF, durante NJPW "BATTLE FORMATION 1996", nell’Aprile di questo anno, il Different Style Match del 23 Settembre vinto contro il brasiliano Pedro Ottavio ed infine il match contro Jushin Liger il 20 Ottobre, che vide lo smascheramento di quest’ultimo e la sua temporanea trasformazione in “The Great Liger”, con tanto di face paint e poison mist, ma questo non gli servì a vincere il match.

  

Il 1997 è l’anno della svolta definitiva per la carriera dei “3 Moschettieri” e per la NJPW tutta. Fino a quel momento Keiji Mutoh vestiva i panni del “Lone Space Wolf”, il lupo solitario della federazione, senza amici ed alleati in particolare, mentre Shinya Hashimoto iniziava ad autoproclamarsi l’unico vero erede di Antonio Inoki, infine Masahiro Chono stava per portare il letale virus del pro-wrestling, noto come New World Order.
In un primo periodo, nonostante le varie voci che lo davano vicino alla stable di Hollywood Hogan, si prestò ad essere l’araldo della NJPW contro gli invasori dell’ nWo, subendo spesso dei veri e propri massacri da parte di Chono (primo membro giapponese della fazione) e degli americani Scott Norton & Buff Bagwell. Il malvagio Great Muta invece riceve spesso offerte di entrare nella stable, a cui non darà seguito almeno fino al 26 Maggio, quando durante una puntata di WCW Monday Nitro, tradisce il suo manager e rappresentate della NJPW in America, Sonny Onoo, entrando ufficialmente nelle file del nWo, ricevendo direttamente da Hogan l’investitura di leader dell’ nWo Japan al fianco di Chono. Dopo aver messo da parte la presenza di “Mutoh”, “infortunato” dalla stesso nWo dopo un match valevole per il titolo IWGP contro Hashimoto, viene lasciato campo libero a tutta la violenza del perfido Muta. Il duo inizia a mettere a ferro e fuoco la NJPW sconfiggendo e pestando brutalmente chiunque si mettesse sulla loro strada, Chono era il cervello dell’NWO Japan pronto con le sue strategie di allargamento del gruppo con l’ingresso di nomi importantissimi del Puroresu, come Mitsuharu Misawa della AJPW, Nobuhiko Takada, ex uomo simbolo della UWFi /shoot-wrestling) ed infine Akira Hokuto, stella dello joshi puroresu (wrestling femminile),che in realtà erano semplici manovre pubblicitarie.
Muta invece era il braccio violento, pronto a umiliare i difensori della NJPW in ogni momento, arrivando a puntare il dito verso il pupillo di Antonio Inoki, l’ex-medaglia d’argento a Barcellona ’92 nel judo Naoya Ogawa, definendolo un burattino nelle mani del fondatore della federazione promettendo che molto presto sia il “burattino che il burattinaio” verranno spazzati” via dal pro-wrestling. Il 7 Luglio Muta, Chono, Tenzan, nWo Sting & Michael Wallstreet sconfiggono Hashimoto, Sasaki, Nakanishi, Kojima & Yasuda, e alla fine del match va in scena il “rituale della bomboletta spray”, con Muta che scrive con la vernice “NWO” sulla schiena dello sconfitto Hashimoto. Nell’annuale edizione del G-1 Climax il cammino di Muta viene bloccato da Scott Norton ai quarti di finale, ma il risultato più importante di quel mese di Agosto fu al Nagoya Dome davanti a 43500 persone, dove sconfisse in un Different Style Fight Match, per KO tecnico Naoya Ogawa dopo solo 6 minuti e 39 secondi. Da segnalare come in questo match Muta si macchi dal più grande gesto irrispettoso che si possa fare in NJPW, ovvero quello di sputare il Poison Mist a tradimento sul viso di Antonio Inoki prima che il match iniziasse, gesto a cui il leggendario campione (qui in veste di guest refree) risponde prontamente con una possente sberla, il mitico Toukon Slap.
Al Korakuen Hall di Tokyo, siamo nel mese di Settembre, Muta, Chono, Tenzan, nWo Sting & Hiro Saito stravincono un elimination match contro Sasaki, Hashimoto, Hirata, Takashi Iizuka & Tadao Yasuda, dove tranne Hiro Saito, tutti i membri della stable sopravvivono fino alla fine dell’incontro, ma questo sembra essere l’ultimo momento di serenità nel gruppo visto che pochi giorni dopo Muta sputa accidentalmente per due volte il Mist su i suoi compagni, compromettendo l’esisto del match, ma non finisce qui; il 20 Settembre, Muta & Tenzan perdono la finale del G1 Climax Special Tag Tournament, contro Sasaki & Kazuo Yamazaki. Nel corso della disputa, Muta provoca pesantemente Chono che era a bordo ring, e sputa intenzionalmente il mist su Tenzan, mandano su tutte le furie l’intera stable.
Il giorno dopo, Muta si priva pubblicamente del face paint dell’NWO lasciando così la stable, ecco arrivare al suo posto “The Natural Born Master” Keiji Mutoh. Il “tifone NWO” si abbatte sulla NJPW nel corso del tour "NWO TYPHOON", Chono & Muta conquistano i titoli di coppia, i primi a cadere in mano alla stable sconfiggendo Sasaki & Yamazaki, seguendo l’analogo destino del titolo WCW Heavyweight le cinte vengono marchiate “NWO” con l’utilizzo delle mitiche bombolette di vernice nera mandando su tutte le furie il presidente Fujinami. L’8 Dicembre il duo conquista anche il Super Grade Tag League battendo in finale Hashimoto & Nakanishi, nel corso di questo torneo due membri dell’NWO Goto & Ohara definiti da Chono, atleti di “serie B”, si rivoltano contro i due leader ma per poi subire una tremenda vendetta. Il 1998 si apre con il solito maxi show al Tokyo Dome, purtroppo Mutoh viene sconfitto da Kensuke Sasaki in un match valevole per il titolo IWGP, questo segna un lieve calo della stable che coincide con l’entrata in scena di Fujinami come leader dei difensori della NJPW, che riesce a vincere la sua personale sfida all’NWO nella match series “Dragon vs. nWo Japan Tag Match” (una serie di sfide di coppia tra il gruppo di Fujinami e l’ NWO). L’8 Aprile Keiji Mutoh rende vacanti i titoli IWGP Tag, a causa di un brutto infortunio ad entrambi i ginocchi che lo terrà lontano dal ring alcuni mesi. Great Muta fa il suo ritorno momentaneo nella stable in WCW facendo coppia con Chono ottenendo una facile vittoria contro Disco Inferno & Alex Wright (il match segna il ritorno di Mutoh dall’infortunio). Nel G-1 Climax ’98 Keiji viene eliminato subito agli ottavi di finale da Genichiro Tenryu, il torneo è un disastro completo per la stable solo Chono arriva alle semifinali venendo qui sconfitto da Kazuo Yamazaki. L’8 Agosto del 1998 Great Muta partecipa al retirament match del “genitore” Great Kabuki, sconfiggendo Tatsutoshi Goto & Michiyoshi Ohara, i due “kabuki warriors” festeggiano sputando poison mist all’unisono, poi il “figlio” abbraccia il “padre” dicendo “ti voglio bene Papà”.
Nello stesso show Chono riesce a sconfiggere Fujinami, laureandosi campione IWGP Heavyweight, regno sfortunato che si conclude il 21 Settembre a causa ancora una volta di un infortunio.
Rimasto solo al comando Mutoh recluta Satoshi Kojima con cui vince tra novembre e dicembre il G-1 Climax di coppia, dopo aver sconfitto in semifinale Tenryu e Koshinaka ed in finale Fujinami e Hashimoto.
Il 4 Gennaio del 1999 lo vede diventare campione IWGP per la terza volta battendo il compagno di stable Scott Norton, nello stesso show il team TenKoji (Tenzan & Kojima) vincono i titoli di coppia in quello che sarà l’ultimo atto unitario dell’ NWO Japan.
Il ritorno di Chono segna uno scisma simile a quello che avvenuto l’anno precedente nella WCW con la nascita del Wolfpack di Kevin Nash, anche se qui lo strappo è più radicale e profondo da una parte il gruppo di Mutoh composto da Kojima, Tenzan, Norton, Hiro Saito, Big Titan e il gruppo di Chono, che a partire da Maggio prende il nome di Team 2000, composto da Don Frye, AKIRA, nWo Sting e Michael Wallstreet. Per tutto l’anno la lotta tra le due fazioni focalizzerà l’attenzione di Mutoh, che rimarrà comunque campione fino al 10 Dicembre, data in cui Genichiro Tenryu glielo porterà via.
Nel G-1 Climax di questo anno Mutoh vince il suo raggruppamento, ma perde poi in finale contro Manabu Nakanishi. Il 28 Agosto dello stesso anno affronta Great Nita, il suo clone impersonato da Atsushi Onita in un pazzo “no rope barbed wire barricade mine land “ in pieno stile FMW (match abbastanza deludente a dire la verità). A Settembre partecipa alla G-1 Climax Tag Team League, vincendo in coppia con Scott Norton, sconfiggendo in finale il team composto da Nagata e Nakanishi.
Il 2000 segna la fine del capitolo NWO, il 4 Gennaio a “Wrestling World 2000” Mutoh viene sconfitto da Chono, il 4 Febbraio successivo la vittoria definitiva del Team 2000 sul Team NWO segna l’ assorbimento di quest’ultimo nel primo. Il 5 Maggio ancora una volta nei panni di Great Muta viene sconfitto da Power Warrior (Kensuke Sasaki) in un match valido per il titolo IWGP. Nel corso di questa rivalità a subire il suo “letale” mist fu anche la consorte di Sasaki, la leggendaria Akira Hokuto.

  

In seguito ad un non ben definito litigio con la dirigenza NJPW, nell’estate del 2000 avviene uno storico ritorno negli USA nelle file della WCW. Sono passati 10 anni dall’esordio di Great Muta, anche se c’è da dire che ritornò in alcune occasioni su i ring statunitensi negli anni ‘90, come al Clash of Champions 1991 (dove viene sconfitto da Lex Luger) e al WCW Battle Bowl nel 1992, oltre alle già citate apparizioni nell’NWO.
Il 14 Luglio esordisce durante una puntata di WCW Thunder uscendo vittorioso da un confronto contro Tank Abbott & 3 Count in team con i Jungs Dragons (Kaz Hayashi, Jimmy Yang, Jamie San). La puntata successiva di Nitro, Muta sconfigge Vampiro, con cui creerà in seguito il gruppo dei Dark Carnival insieme agli Insane Clown Posse, durante il torneo di assegnazione del titolo US, per poi essere eliminato da Mike Awesome. Durante il PPV WCW New Blood Rising del 13 Agosto 2000, battendo i Kronik, Vampiro & Muta diventano WCW Tag-Team Champions, il loro sarà un 24 hours reign infatti perderanno i titoli contro Rey Misterio Jr. e Juventud Guerrera durante il successivo Nitro, a causa dell’interferenza di Sting. Nei piani di Vince Russo c’era l’idea di riportare la classica rivalità tra i due ma tutto si concluse con la vittoria di Sting al Fall Brawl 2000, senza che la magia del primo feud sia ricreata in minima parte.
Dopo questa esperienza incolore la gimmick di Muta verrà messa da parte per quasi due anni.

  

Il 31 Dicembre 2000, partecipa all’annuale evento organizzato da Antonio Inoki, L’Inoki BOM BA YE, dedicato al mondo degli sport di combattimento in generale, ed in coppia con Nobuhiko Takada affronta e sconfigge Don Frye & Ken Shamrock.
Ritornato in NJPW nel 2001 nel bel mezzo della collaborazione/rivalità tra NJPW e AJPW da una svolta alla sua carriera a partire dal look, inizia a sfoggiare la ormai mitica “pelata con pizzetto” alla Steve Austin che gli donano un aria da duro, cambia anche il modo di combattere e gimmick diventa il “Cross Wizard”, con richiami al rock psichedelico degli anni ‘70. Secondo passo di questa rinascita e la creazione di una propria stable da anteporre a quella dell’eterno rivale Chono, nasce il BATT (Bad Ass Traslate Trading) un gruppo interpromozionale che raccoglie Taiyo Kea (AJPW), Shinzaki Jinsei (Michinoku Pro), Hiroshi Hase (freelancer) a cui si aggiungeranno Don Frye direttamente dal Team 2000 e come membri esterni Jushin Liger e Osamu Nishimura.
Non ultima la creazione della sua nuova finisher, la “Shining Wizard” gli dona una nuova fama internazionale, infatti questa bizzarra mossa, si tratta di una ginocchiata volante con rincorsa con la gamba dello stesso avversario a fare da trampolino al salto, inizierà ad essere una delle mosse più copiate in tutto il mondo del pro-wrestling, da Ebessan dell’Osaka Pro fino ad The Hurricane della WWE, e considerando il suo largo utilizzo nelle federazioni giapponesi la possiamo definire “il lariat del XXI Secolo”.
L’8 Giugno scrive il suo nome per ben due volte nella storia, battendo Tenryu diventa il secondo giapponese dopo lo stesso Tenryu ad aver vinto nella sua carriera sia il titolo IWGP Heavyweight che la AJPW Triple Crown (il primo a vincere entrambi i titoli in assoluto è stato Vader) e primo wrestler esterno alla AJPW a vincere il massimo titolo messo in palio. Questo passaggio di titolo crea una frattura nei rapporti tra le due fed, sotto gli occhi di tutti la supremazia di Inoki e soci sembrava spazzare via il volere di Motoko Baba. In Agosto si svolge regolarmente il G-1 Climax e Keiji riesce ad ottenere la vittoria nel suo girone, sconfigge in semifinale Tadao Yasuda, ma soccombe nella finale contro l’astro nascente Yuji Nagata. La prima difesa della Triple Crown lo vede vincere contro uno storico gaijin della AJPW, Steve Williams.
Nel mese successivo debutta la nuova gimmick di Kokushi Muso, ispirata alla figura dell’omonimo maestro zen del 1300, lo fa in coppia con un altro “monaco” del wrestling, Hakushi (Shinzaki Jinsei) con cui sconfigge il 16 Settembre Masahiro Chono & Mike Barton.
Il 23 dello stesso mese difende ancora la Triple Crown questa volta contro il vecchio alleato americano Scott Hall, fa di meglio ad Ottobre conquistando in fila i titoli di coppia sia della AJPW che della NJPW al fianco di Taiyo Kea, il 22 sconfigge Genichiro Tenryu & Yoji Anjo per il World Tag Team, sei giorni dopo bissa per i titoli IWGP battendo Tatsumi Fujinami & Osamu Nishimura. In questo preciso istante poteva fregiarsi di ben sei cinture : Triple Crown (3), IWGP Tag-Team Title (1), AJPW World Tag Team Title (2).
Kokushi & Hakushi sconfiggono AKIRA & Giant Silva il 23 Ottobre nel corso del “Survial Tour 2001”.

  

Dopo aver difeso la Triple Crown dagli assalti di Masahiro Chono ( il 27 Ottobre) e Tatsumi Fujinami (11 Dicembre) lascia definitivamente la NJPW, per passare alla AJPW agli inizi del 2002, “riportando” la tripla corona nella sua federazione di provenienza, lasciando vacante il titolo tag IWGP.
Questo aprì uno spiraglio per la creatura di Baba, che dopo la fuga di talenti verso la NOAH di Misawa e la crisi finanziaria sembrava stesse per chiudere battenti. Il suo arrivo insieme a quello di Kojima, Kendo KaShin e Michiyoshi Ohara, portò una nuova linfa vitale e diede l’impressione che l’AJPW potesse risollevare la testa e lottare ad armi pari con la rivale, promessa a quanto pare disattesa nel frattempo. Tra novembre e dicembre si svolge la Real World Tag League. Mutoh, in team con Tayio Kea, vince a pari merito il girone, in semifinale sconfigge Tenryu e Fuyuki ed in finale Kawada e Nagai, vincendo così il prestigioso torneo giapponese. Toshiaki Kawada chiude il primo regno di Keiji nella Triple Crown il 24 Febbraio 2002 schienandolo dopo quasi mezz’ora di match con una powerbomb. Tra il Marzo e il Maggio 2002, Keiji vince due importanti manifestazioni, il Champion Carnival 2002, battendo Mike Barton in finale, e il Giant Baba 6-Man Cup in squadra con Kaz Hayashi & George Hines. Sfida bizzarra in scena il primo Maggio, Kokushi Muso & Hakushi sfidano Great Koji (Satoshi Kojima) & George Hines (per l’occasione vestito come Mutoh) in una sorta di match tra gli alter ego di Mutoh, che alla fine vede trionfare il monaco zen sul “Cross Wizard” Hines. Il 17 Luglio Mutoh e Kea perdono il titolo di coppia contro i Kronik, Brian Adams & Bryan Clark (vecchie conoscenze WWF e WCW in cerca di fortuna in Giappone). Il 20 Luglio 2002 durante l’ AJPW "ROYAL ROAD 30 GIANT BATTLE 1ST", partecipa a ben tre match vestendo tutte le sue gimmick : nei panni di Kokushi Muso sconfigge Kaz Hayashi con una Nenbutsu powerbomb, come Keiji Mutoh in trio con due leggende della lucha, Mil Mascaras e Dos Caras, trionfa contro Abdullah The Butcher, Gran Hamada e Gran Naniwa. Finalmente nel semi main event fa il suo ritorno il mitico Great Muta che sconfigge il suo clone Great Koji (Kojima). Il nuovo Muta è molto diverso dal classico ninja, adesso il face paint ha fatto spazio ad una maschera ed il suo aspetto è molto più “demoniaco”.
Il 19 Ottobre 2002 subisce l’ennesimo grave infortunio al ginocchio ed è costretto al ricovero e si inizia a parlare di un possibile ritiro dal pro-wrestling. Nonostante ciò vuole essere presente allo show del giorno 27 dello stesso mese, al Nippon Budokan il "ROYAL ROAD 30 GIANT BATTLE FINAL". La serata fu molto importante: ci fu il passaggio di consegne da parte di Motoko Baba, il ritorno di Great Muta in un match importante e la conquista della Triple Crown per la seconda volta, sempre contro Genichiro Tenryu. Lo show che doveva essere dedicato al suo ritiro divenne quello del suo trionfo. In seguito annuncia di congelare il titolo in attesa del ritorno di Kawada dall’infortunio, ma come sappiamo andò diversamente.
Great Muta fece la sua apparizione contro lo shooter Bob Sapp, al WRESTLE–1 del 17 Novembre 2002, nonostante l’infortunio Muta riesce a mantenere un match dal retro gusto amaro con l’insipida prestazione dell’americano. Un match piatto che fa capire ai più quanto la carriera di Mutoh stia arrivando al capolinea. Soprattutto i problemi fisici risultano molto evidenti, infatti Keiji spesso saltella sul ring su una gamba sola, a causa degli evidenti problemi al ginocchio plurioperato. Nel frattempo nella NJPW fa la sua apparizione un “nuovo” GREAT MUTA, impersonato dall’americano Troy Enders, che viene addirittura sponsorizzato da Great Kabuki, ma dopo un paio di apparizioni di cui una al fianco di Joanie Laurer (Chyna in WWE) esce dalle scene a causa di un infortunio.
L’AJPW Real World Tag League 2002, lo vede far coppia con Road Warrior Animal. Anche questo evento mette in risalto la scarsa attitudine di Mutoh come promoter. Infatti una serie di voci parlano di un grande nome al suo fianco per il torneo, le aspettative sono molte (si fa spesso il nome di Hulk Hogan) ed alla fine arriva Animal, un nome prestigioso ma nemmeno lontano parente del campione che fu un tempo, lasciando a tutti l’amaro in bocca. Per la cronaca il team Mutoh & Animal manca per un punto la vittoria finale. Il 13 Gennaio 2003, Great Muta difende per la prima volta la Triple Crown contro The Gladiator (Mike Awesome), sei giorni dopo va in scena il secondo show WRESTLE-1 dove fa coppia con Bill Goldberg contro i Kronik, ottenendo una buona vittoria.
La collaborazione/rivalità con la ZERO-ONE porta ad una serie di sfide interpromozionali, dove la AJPW spesso ne esce con le ossa rotte, emblematiche le vittorie di Naoya Ogawa & Shinya Hashimoto su Keiji Mutoh & Toshiaki Kawada, e la conquista della Triple Crown da parte dello stesso Hashimoto ai danni di Great Muta.
Per quanto concerne il title match abbiamo anche una polemica fomentata da Kawada e Masa Fuchi, che criticarono aspramente il match dove Mutoh non regalò di certo una prestazione a livelli di un campione come lui, ma soprattutto trascorse più tempo fuori dal ring che dentro. Ricordo altre critiche che lo stesso Kawada, sollevò all’indomani della conquista della Triple Crown, secondo il quale lo stile di Muta con i vari poison mist e l’uso di oggetti cozzava parecchio con la tradizione All Japan. A queste polemiche seguirono varie voci in cui si affermò che sia Mutoh che Kojima sarebbero stati allontanati dalla federazione, e Fuchi avrebbe preso le presidenza, ma furono prontamente smentite. A fine marzo partecipa al Champion Carnival entrando direttamente al secondo turno e sconfiggendo Big John Tenta (Earthquake e Golga in WWE), per poi perdere in semifinale contro Arashi.
Nel Giugno del 2003, con Arashi vince il torneo per l’assegnazione dei titoli vacanti World Tag sconfiggendo in finale Satoshi Kojima e Jimmy Yang. Quindi entra in rivalità con un gruppo di wrestler ex-WWE, denominato RO&D, difendendo i titoli dagli assalti di TAKA Michinoku & Gigantes, il 6 Settembre 2003, e di Bull Buchanan & D-Lo Brown il 26 Ottobre 2003.
La gimmick Kokushi Muso fa il suo ritorno in uno show della ZERO-ONE ad Agosto, lottando in un tag match con Low-Ki, grandissimo ammiratore di Mutoh. L’edizione 2003 del Real World Tag League, manifestazione vinta da lui nel 2001, lo vede competere sempre al fianco di Arashi senza però ottenere la vittoria finale che andrà ai suoi due “pupilli”, Kaz Hayashi & Satoshi Kojima in una alquanto discussa finale che li vedeva affrontare Jamal & Justin Credible.

  

Il tanto ventilato ritorno negli USA, si concretizza con la collaborazione tra la AJPW e la Ring of Honor, nota indie statunitense, per lo show “Final Battle 2003” del 27 Dicembre 2003. Il match che segna il ritorno in terra americana è niente meno che un title match, che vede Great Muta e Arashi difendere con successo i loro AJPW World Tag Team Title contro Dan Maff e Chris Daniels della stable “The Prophecy”. Il mini tour americano si conclude nella River City Wrestling, ed anche in questo caso difende, con successo, i titoli di coppia battendo Hotstuff Hernandez & Pete Lothario. Al suo ritorno in Giappone, Mutoh vede l’insolita invasione di Tenzan, wrestler di punta della NJPW, durante lo show AJPW del 3 Gennaio 2004, dopo il match che lo ha visto difendere per l’ennesima volta le cinture tag. La ragione è semplice, infatti il giorno successivo al “NJPW Wrestling World”, compie un altro storico ritorno: dopo due anni di assenza fa ritorno nell’ organizzazione che lo ha visto nascere come wrestler al fianco di Bob Sapp per affrontare Chono & Tenzan. La sfida tra il Team W-1 e il Team 2000 viene chiusa da Sapp che effettua una high angle powerbomb ai danni di Tenzan. . Il Team W-1 fa il suo debutto in AJPW, per sfidare Budokan Hall di Tokyo, Jamal & D-Lo Brown accompagnati dagli altri membri del RO&D, TAKA Michinoku & Bull Buchanon. Il match si riduce ad una prova di forza tra Sapp e Jamal, che dimostrano entrambi grande potenza scambiandosi chokeslam a vicenda. Alla fine è il Team W-1 ad avere la meglio, effettuando la mossa combinata, “Shining Impact” (Sapp si carica sulle spalle l’avversario e Mutoh lo colpisce con una Shining Wizard dal paletto) su D-Lo Brown. Alla fine del match il RO&D al completo assale i vincitori, che vengono poi messi in salvo dal leggendario Abdullah The Butcher che fa piazza pulita del ring a furia di forchettate.Il 18 Gennaio Mutoh perde il titolo di coppia contro Kojima ed Hayashi. L’edizione 2004, del Champion Carnival come annunciato dallo stesso Mutoh doveva essere l’ultima della sua carriera, visto che le precarie condizioni di salute non gli permettono di dare il meglio in singolo (ma come vedremo non fu così).
La manifestazione non inizia di certo sotto buoni auspici visto che alcuni partecipanti che ben tre partecipanti della Hold Out Cup, torneo da cui sarebbe dovuto uscire uno dei partecipanti al Champion Carnival. Lo storico torneo vede Mutoh sconfiggere nel suo primo match Kaz Hayashi, portando a casa i primi 2 punti che diventeranno 4, due giorni dopo con la vittoria si Arashi. Keiji adesso è al primo posto del Block A, a pari merito con Kensuke Sasaki, situazione che non cambierà manco dopo lo scontro diretto, che finisce in parità dopo 30 minuti di lotta. Nel frattempo Kawada uno dei favoriti alla vittoria finale si infortuna; Keiji subisce la sconfitta contro Jamal, ma nonostante ciò si qualifica alle semifinali. Nella serata conclusiva del 20 Aprile, sconfigge Takao Omori nella prima semifinale, andando così a sfidare Kensuke Sasaki, per la vittoria finale. Keiji Mutoh si laurea campione del Champion Carnival per la seconda volta nella sua carriera.
Il 10 Luglio fa il suo debutto assoluto nella NOAH per affrontare i campioni di coppia GHC Mitsuharu Misawa & Yoshinari Ogawa in uno storico match che segna una parziale ricucitura tra la AJPW e i ribelli della NOAH, che quattro anni prima la abbandonarono in massa.
Il 21 Luglio Great Muta fa il suo ritorno, durante uno show della Hawaii Championship Wrestling, tornando a fare coppia con l’antico rivale Sting, in un tag match vinto contro Satoshi Kojima & Diamond Dallas Page, per la cronaca una noia mortale. L’autunno del 2004 è nel segno dei festeggiamenti per il 20ennale della sua carriera, iniziata come detto il 5 Ottobre del 1984, in questo mese va in scena un intero tour dedicato ai festeggiamenti con un grandioso ppv conclusivo.
Il 9 Ottobre al fianco di Osamu Nishimura affronta e viene sconfitto dai due nuovi prospetti della NJPW Hiroshi Tanahashi & Shinsuke Nakamura, ritornando ancora una volta nella sua federazione natale e prendendosi ancora una volta il consenso del pubblico. Due giorni più tardi in AJPW, tre generazioni di allievi di Fujinami scendono sul ring: Mutoh, Nishimura & Tanahashi sconfiggono Satoshi Kojima, Kaz Hayashi & Tomoaki Honma.
Il 31 Ottobre festeggia l’anniversario sconfiggendo due dei suoi più grandi avversi, Kensuke Sasaki & Hiroshi Hase, al fianco del presidente della NOAH, Mitsuharu Misawa.

  

Il 22 Settembre durante l’ Autumn Festival Tag Tournament, Gran Hamada & Super Love Machine (Junji Hirata della NJPW) avevano sconfitto Great Muta & AKIRA nel primo round della manifestazione. Nel post match, Muta veniva “rapito” dalla Stable delle Love Machines, rinchiuso in una gabbia e portato via in un camion fuori dall’arena. Chi subisce questo strano rituale passa quasi sempre dalla parte delle “macchine dell’amore”, infatti dopo un mese di silenzio il nome di Muta torna ad essere nominato nella serata del 31 Ottobre introdotto a sorpresa come nuovo membro della stable, un uomo si presenta sul ring con i classici abiti di ingresso del ninja per posare al fianco delle Machines. Nel corso del Real World Tag League 2004 assistiamo alla presenza nello stesso block del team composto da Keiji Mutoh & Osamu Nishimura della NJPW e di quello formato da Love Machine Steele & Great Muta, ovvio quindi che ci troviamo d’avanti ad un impostore.
Nella prima giornata furono proprio questi due team a sfidarsi ed ironia della sorte nel più bizzarro dei finali è stato MUTA a battere Mutoh usando la Shining Wizard, doppia beffa quindi, non solo gimmick rubata ma anche la finisher.
Dietro la maschera del clone c’è Johnny “The Bull” Stamboli, ma la notizia ha iniziato a circolare molte ore dopo l’evento, tutti credevano che lì dietro ci fosse Troy Enders, l’”originale” GREAT MUTA USA della NJPW.
Il secondo contatto tra i due va in scena il 24 Novembre, in un tag match esterno al torneo, anche questa volta la vittoria ha sorriso al team delle Machines (Hirata & Stamboli), MUTA dopo aver chiuso la contesa schienando Akira Raijin, spruzza il poison mist in faccia a Keiji Mutoh, dandosela poi a gambe verso il backstage. A show concluso in pieno stile WWE, Stamboli a bordo di una rombante camion che travolge il povero Mutoh costringendolo al ricovero ospedaliero (chiaramente era un angle).
Il 2 Dicembre, il team Mutoh, Tomoaki Honma & Nobutaka Araya affronta GREAT MUTA, Love Machine Storm & Love Machine Steele. Mutoh smaschera Storm rivelando la sua vera identità di Arashi, ma subisce la rabbiosa vendetta che lo costringe a lasciare il ring nel bel mezzo della contesa. Arashi sta per concludere il match dopo la Frog Splash su Honma, quando ecco le luci calare, alcuni flash di luci e all’improvviso fa la sua apparizione “Darkness Muta”. Spruzza poison mist in pieno viso ad Arashi, per poi scappare verso il backstage, tornano le luci, l’arbitro vede Arashi steso e Honma seduto e decide di dare la vittoria al team di Mutoh.
Il 5 Dicembre questa rivalità si conclude con la vittoria dell’originale sul clone, con tanto di rinnegamento da parte delle Love Machine di Stamboli e tentativo si pestaggio sventato dallo stesso Great Muta/Mutoh. Tornando a parlare del Real World Tag League, il team di Mutoh si qualifica secondo nel suo girone ad un solo punto da Satoshi Kojima & Kaz Hayashi che andranno poi a perdere la finale contro Taiyo Kea & Jamal.

  

Il 2005 si apre con l’eliminazione di Mutoh per primo in una 16 Man Battle Royal vinta da Kohei Suwama, e con una serie di tag match al fianco di David Flair, figlio del suo vecchio avversario Ric. Il 16 Febbraio sconfigge in casa Hiroshi Tanahashi della NJPW, suo grande fan ed erede spirituale, nonostante ciò questo periodo è segnato dal un calo nella carriera di Mutoh, basta vedere l’andamento del Champion Carnival ’05, dove ottiene solo un quarto posto a pari punti con Bull Buchanon e Chuck Palumbo nel suo girone.
Ancora una volta ritorna alla NJPW e questa volta ne esce vincitore, il 14 Maggio battendo il temibile atleta delle MMA, Ron Waterman. Un nuovo gruppo heel si affaccia nella AJPW, sono i Voodoo Murders di TARU, gruppo composto da Shuji Kondo,"brother" YASSHI, Chuck Palumbo, Johnny Stamboli e Giant Bernard (A-Train in WWE) a cui Mutoh decide di far fronte affiancato dai wrestlers fedeli alla federazione, come solito c’è spazio per un angle in stile WWE (vedi di dubbio gusto) con Stamboli e TARU che seppelliscono il povero Keiji in tenuta da combattimento in un cumulo di neve all’uscita dall’arena. Il 20 Aprile a capo del Team AJPW composto da Kaz Hayashi, Tomoaki Honma, Kohei Suwama & NOSAWA Rongai affronta e viene sconfitto dai Voodoo Murders al gran completo, stessa angusta sorte, un mese dopo il 29 Maggio, per il 6 man tag match in squadra con Suwama & NOSAWA contro TARU, YASSHI & Bernard.
Il match diventa una mattanza per il povero NOSAWA che sanguina copiosamente per quasi tutto il match a causa del continuo uso di oggetti da parte degli avversari, Mutoh alla fine viene anche legato alle corde con del nastro adesivo non permettendogli così di intervenire in favore del suo compagno.
A sommarsi a questa rivalità arriva il raffreddamento dei rapporti con Satoshi Kojima, infatti quest’ultimo il primo “4 Crown King” della storia per aver detenuto contemporaneamente sia la Triple Crown che il titolo IWGP della NJPW, dopo aver perso quest’ultimo ha iniziato una fase calante che arrivano a farlo definire da Mutoh “non degno del massimo titolo del Puroresu”. Il 3 Giugno in coppia con AKIRA sconfigge Kojima & Hayashi, lanciando un ultimatum al campione, se il 19 dello stesso mese non avesse sconfitto Bernard avrebbe dovuto affrontare Mutoh in un match valevole per la Triple Crown. La vittoria sorride al gigante anche se per count out dovuto alle interferenze dei suoi compari di stable, ma visto che durante il match Kojima aveva subito ed anche troppo è costretto ad accettare la title shot a favore di Mutoh.
L’11 Luglio 2005, a soli 40 anni di età si spegne a causa di un emorragia celebrale Shinya Hashimoto, Mutoh insieme a tante altre personalità del Puroresu piangerà la scomparsa dell’amico-rivale di tante sfide; quattro giorni dopo va in scena un Memorial Match nella AJPW in ricordo del campione, che vede Kensuke Sasaki & Arashi pareggiare contro Keiji Muto & Satoshi Kojima allo scadere del tempo limite.
Nel frattempo sul ring ritrova la vecchia alleanza di Arashi, ritornato dalla parte dei “buoni” dopo l’esperienza mascherata nelle Love Machines, festeggiando il rinnovato sodalizio con una vittoria su TAKA Michinoku & Buchanan.
Il match per la Triple Crown va in scena nella data prestabilita, ed è Kojima a difendere i titoli battendo per la prima volta in un match singolo Keiji Mutoh. Il 4 Agosto, Great Muta supera senza problemi il pachidermico Akebono nel primo round del W-1 Grand Prix, con una serie di Shining Wizard seguite dal Moonsault vincente.
In seguito a questa sfida, lo yokozuna diventa il discepolo/guardia del corpo di Mutoh, aiutandolo in più di un occasione a sconfiggere i membri dei RO&D e Voodoo Murders.Il 21 dello stesso mese, affronta TARU per l’occasione GREAT RUTA (la sua personalissima versione di Great Muta), coadiuvato da Stamboli-MUTA, il match si trasforma in una rissa tra i Voodoo e i wrestlers della AJPW, alla fine è Akebono ad intervenire prontamente ed ha spazzare via gli heel dal ring, salvandosi furbescamente dal mist di TARU usando un maschera da sub (?!). In squadra con Kojima & Hayashi si prende la soddisfazione di infliggere al RO&D (TAKA, Jamal & Kea) una sconfitta proprio nel primo evento organizzato autonomamente dalla stable, "RO&D FESTIVAL ~ BOOYAA THE WORLD!", l’11 Settembre; Muta supera grazie all’utilizzo di varie scorrettezze lo scoglio rappresentato da Kensuke Sasaki nel torneo WRESTLE-1, avanzando così verso le semifinali. Il 19 Novembre va in scena il secondo capitolo della rivalità personale contro TARU, questa volta sono Great Muta e RUTA a sfidarsi ma anche questa volta i Voodoo Murders intervengono in massa per aiutare il loro leader, le luci si spengono e compare il gigantesco Great Bono (Akebono in versione Muta) che aiuta il suo maestro a chiudere il match liberandolo dagli invasori. La premiata ditta Mutoh & Akebono prende parte al Real World Tag League ’05 , il duo domina largamente il block A raggiungendo la finale dove però sono costretti a piegarsi alla supremazia del Team 3D (Bubba Ray & D-Von, gli ex-Dudley Boyz).

  

Oltre ad essere un leggendario wrestler ha una discreta carriera cinematografica alle spalle comprendente un paio di titoli di genere diversi. Infatti siamo abituati a vedere i wrestler in film di azione, ma non molti sanno che nel 1987 Mutoh prese parte ad un film drammatico dal titolo “Hikaru onna” in cui interpretava il personaggio di “Sensaku Matsunami”. Il film è opera del regista prematuramente scomparso Shinji Sômai, narra di un uomo di un uomo proveniente dall’isola di Hokkaido (il nostro Keiji Mutoh) che va a vivere nella metropoli di Tokyo e qui si innamora della cantante Yoshino Koyama, interpretata da una cantante jazz giapponese tale Monday Michiru (segnalata nel cast con il vero nome di Akiyoshi Michiru), che ha perso la voce. Insomma un film esistenzial-drammatico da cinefestival.
Di tutt’altro genere è Blue Dragon del 1996 diretto da Takuya Wada, un onesto B-Movie che strizza l’occhio alla scuola italiana del genere. La trama parla di una giovane medium Mayuko Mazuki (Hiroko Tanaka) che con l’aiuto del detective Ryusaki (Mutoh) indagano sugli strani avvenimenti in un paesino giapponese dove quanto pare un mostro marino attacca le coppie, uccide gli uomini e rapisce le loro compagne. Scena cult : Il povero Ryusaki/Mutoh in una delle scene finali del film viene soprafatto da un gruppo di ragazze-zombi (?!)
Shin karate baka ichidai 2 di Takeshi Miyasaka targato 2003, è un film sulle arti marziali in cui Mutoh interpreta “Domota” uno degli scagnozzi del cattivone di turno messo sulla strada del protagonista. Nella produzione giappo-coreana “Rikidozan” del 2004, film dedicato alla vita del padre del puroresu, Mutoh interpreta “Harold Sakata”, il wrestler hawaiano che nel 1964 interpreto il letale maggiordomo dal capello tagliente Oddjob nel film “007 Missione Goldfinger”.

Realizzazione Giovanni Vinci
Con la partecipazione di Paolo & Andrea Lanati

Aggiornata al Novembre 2005

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